Usa: “A Ferguson violati i diritti degli afroamericani”


Lo riporta il rapporto del ministero della Giustizia statunitense in seguito all’indagine sull’omicidio del giovane afroamericano Michael Brown


AP_police_shooting_mar_140811_16x9_992La polizia ha ripetutamente violato i diritti costituzionali degli afroamericani. Lo dice il rapporto del Dipartimento di giustizia americano pubblicato il 4 marzo a seguito dell’indagine aperta sull’omicidio del giovane afroamericano Michael Brown a Ferguson, in Missouri, il 9 agosto 2014.

I RAPPORTI DEL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA- In un primo rapporto di 86 pagine si fa sapere che Darren Wilson, l’agente di Ferguson che sparò al diciottenne Brown, non sarà perseguito penalmente. Agì per legittima difesa. Durissime le critiche riportate nelle 102 pagine del secondo rapporto che si concentra sull’operato dei 72 poliziotti che operarono a Ferguson. Si descrivono metodi violenti e illegali usati dagli agenti durante tutte le manifestazioni che seguirono l’omicidio Brown, in particolare nei confronti dei neri. In sostanza, si legge nel rapporto, la polizia dovrebbe correggere l’intero approccio di controllo, rivedere il sistema di formazione degli agenti arrivando ad una vera e propria riforma del sistema di polizia.

LE VIOLAZIONI- Alla base di tutte le violazioni degli agenti, il razzismo. Si parla della creazione di un vero e proprio sistema per estorcere denaro agli afromaericani. Tantissimi gli arresti per piccole infrazioni, come quelle su infrazioni stradali nel parcheggiare la macchina, con lo scopo ben preciso di costringere le persone a pagare una cauzione per uscire dal carcere. Pur rappresentando il 67% della popolazione di Ferguson, gli afroamericani fermati alla guida di auto dalla polizia sono l’85%. Quelli arrestati per piccole infrazioni al volante, il 93%.

LE MAIL RAZZISTE- Tra gli agenti, si legge nel rapporto, le mail razziste sono la norma: scherzi offensivi contro i neri, e contro il Presidente Barack Obama e la moglie Michelle. Non sono stati resi i nomi degli autori ma il Dipartimento di giustizia ha fatto sapere che è stata avviata un’indagine e che uno di loro è già stato licenziato. Sui fatti di Ferguson il procuratore generale Eric Holder ha detto: “Fatemi essere chiaro: il dipartimento di Giustizia si riserva il diritto di forzare la mano e obbligare a implementare i cambiamenti richiesti”. “Visto in questo contesto – ha dichiarato il procuratore -all’interno di un ambiente altamente tossico e definito da sfiducia e risentimento, alimentato da anni di sentimenti negativi e da pratiche illegali e sbagliate, non è difficile immaginare come un singolo episodio possa portare la città di Ferguson a diventare una polveriera”.