Roma, killer confessa: “Prendevo 25mila euro per uccidere”


Dopo alcuni mesi dal suo arresto Giancarlo Orsini, in manette per l’omicidio di Roberto Musci, ha ammesso di essere l’autore di altri cinque fatti di sangue


Roberto Musci, ucciso da Giancarlo Orsini
Roberto Musci, ucciso da Giancarlo Orsini

Era un killer di professione, Giancarlo Orsini, con le tariffe prefissate, come un professionista qualsiasi. 25mila euro per uccidere, 4mila per ferire, questi i suoi prezzi. Finito in manette nel luglio scorso per l’omicidio di Roberto Musci, pregiudicato 33enne, Orsini ha deciso di collaborare con la giustizia, confessando di essere un killer di professione. Durante il colloquio l’uomo ha ammesso di essere stato l’esecutore materiali anche di altri cinque fatti di sangue avvenuti sempre a Roma.

In totale si tratta di tre omicidi e tre gambizzazioni avvenuti tra il 2013 e il 2014. Oltre a lui il Nucleo investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma ha fermato altre sei persone ritenute responsabili a vario titolo dei sei reati. Orsini, che in passato aveva lavorato come buttafuori per alcune discoteche, era conosciuto negli ambienti della malavita romana. In particolare sono stati individuati gli autori dell’omicidio del pregiudicato Federico Di Meo, assassinato con 5 colpi d’arma da fuoco alla testa e al torace, di Sesto Corvini, ucciso a colpi di pistola mentre era alla guida del suo furgone, e, appunto, di Roberto Musci, ferito alla testa con cinque colpi d’arma da fuoco nel gennaio 2014.