Renzi: “Dopo la Svizzera, un accordo fiscale col Vaticano”


Il premier in un’intervista all’Espresso fa un bilancio del primo anno al governo e delinea le sue idee per il futuro


renzi depenalizzAccordo fiscale col Vaticano, unioni civili, riforma del Partito Democratico. È un’agenda fitta quella del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che guarda verso il futuro, agli sgoccioli del suo primo anno di governo del Paese. In un’intervista all’Espresso, in edicola domani, Renzi vuole far capire che il primo anno, nonostante gli ultimi rallentamenti sui temi di scuola, giustizia, e sulle frizioni interne al partito, è soltanto l’inizio di un progetto a lungo termine, i cui temi principali sono già stati delineati.

Per quanto riguarda il fisco, l’accordo con la Svizzera è un metodo che Renzi vorrebbe applicare come modello. “Spero di recuperare un po’ di denari anche dal Vaticano” annuncia il premier. “Stiamo discutendo. Ci sono molti italiani coinvolti e credo che la Santa Sede sia interessata a fare un repulisti”.

Ma il Vaticano è solo uno dei punti del secondo anno di governo di Renzi. Per quanto riguarda il tema delle unioni civilidobbiamo procedere con la stessa determinazione che abbiamo messo sulla legge elettorale. Fare le cose di sinistra“. E proprio sulla nuova sinistra in Italia Renzi vuole sbilanciarsi e prevede i nomi di Maurizio Landini o Laura Boldrini alla guida di un partito. Per quanto riguarda il leader della Fiom “non capirei certe contestazioni che ho ricevuto in alcune fabbriche se non in base a un disegno politico“. Sulla Boldrini invece Renzi giustifica la sua previsione perchè non si spiega “certe posizioni che ha preso negli ultimi giorni, uscendo anche dal suo perimetro di intervento istituzionale con valutazioni di merito se fare o no un dl che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento”.

Le previsioni riguardano il futuro. Il presente invece ha altre questioni da affrontare, come l’avanzata dell’avversario politico Matteo Salvini alla guida della destra. “Mi ha impressionato la piazza di Salvini. È una destra inedita: Le Pen, Casa Pound e i leghisti delle valli bergamasche tutti insieme. Non la temo, ma non la sottovaluto. E il Pd deve riflettere: fuori da noi non c’è sinistra Dem, c’è questa roba qua”.

Proprio sul Partito Democratico il premier auspica un cambiamento e apre alla minoranza, in particolare a Pier Luigi Bersani. “Lo rispetto, ma non abbiamo mai trovato un canone di feeeling personale. I suoi suggerimenti su tante questioni sono preziosi”. Tuttavia restano i temi delicati e irrisolti, come il caso dell’Italicum. “La sua battaglia su dettagli della legge elettorale è incomprensibile. So che nel Pd c’è una parte che dice di no a tutto per principio. Faccio le riunioni? Troppo poco. Non le faccio? Vuol dire che decido da solo”, e cita Elio e le storie tese: “Mi sembra il modello “Cara ti amo”: se resto in casa mi opprimi, se esco dici che questa casa non è un albergo…”.

La soluzione, secondo Renzi, sarebbe una riforma interna al Pd. “Dobbiamo ritornare a un partito in cui essere iscritti, avere la tessera in tasca, significhi contare nelle scelte. Serve una strada nuova rispetto al vecchio modello di partito ormai superato, ma anche rispetto al partito all’americana che era il mio sogno iniziale”.

Renzi, nell’intervista, torna sulla naufragio del Patto del Nazareno. “Io ho mantenuto il patto, Berlusconi no. Penso perché costretto da Brunetta. E da qualche stratega illuminato di Palazzo Grazioli”. Immediata la replica del deputato su Twitter: “Sono diventato, mio malgrado, sua ossessione. #Matteostaisereno“.

La politica e gli equilibri di potere sono importanti, ma il presidente del Consiglio deve pensare ai temi caldi dell’attualità, come il caso delle telecomunicazioni. Sulla Rai “Non ci sarà un decreto. E mi piacerebbe che ogni rete avesse la sua identità“. Per quanto riguarda il caso Rai Way-Mediaset, la rete privata “faccia ciò che serve per la loro azienda rispettando le regole. E noi le regole non le cambiamo per loro, né in positivo, né in negativo. Il 51 per cento di Raiway deve restare pubblico, su questo non si discute”.

“Il renzismo non esiste. Esiste il Pd” conclude il premier. E l’elicottero di Stato? “L’ho preso e continuerò a prenderlo. Tutte le volte che sarà necessario”.