Renzi a Mosca, Putin appoggia intervento Onu in Libia


Concluso dopo 3 ore il colloquio con il presidente russo. Renzi: “decisivo il ruolo della Russia contro il terrorismo”


Nemtsov: Renzi porta mazzo fiori su ponte Mosca
Renzi porta mazzo fiori sul luogo dell’omicidio di Nemtsov

Dopo la visita diplomatica a Kiev di ieri, il presidente del Consiglio Matteo Renzi si trova da questa mattina a Mosca per concludere il suo viaggio nell’est dell’Europa. In programma un incontro con il Primo ministro russo Dimitri Medvedev e successivamente un vertice con il presidente Vladimir Putin.

Sul tavolo dell’incontro due i grandi temi: i rapporti economici tra Russia, Italia ed Europa e le questioni della Libia e dell’Ucraina, insieme alla situazione del terrorismo in Medio Oriente e nel Mediterraneo.

Il colloquio tra il premier italiano e il presidente russo è durato circa tre ore. Per quanto riguarda la situazione libica, Mosca “è per una soluzione pacifica e appoggia gli sforzi dell’Onu”. Una dichiarazione importante in quanto, secondo Renzi, “il ruolo della Russia, per la sua storia e il suo ruolo nel consiglio di sicurezza, può essere decisivo“. Sulla crisi ai confini con l’Ucraina “la situazione resta complicata ma non ci sono più combattimenti né morti e non si distruggono le statue” ha dichiarato Putin dopo il vertice. “Bisogna rispettare gli accordi di Minsk e questo apre la possibilità per un dialogo diretto tra Kiev con Donetsk”.

In tema di rapporti economici tra i due Paesi,”il nostro dialogo politico è sempre molto attivo” ha dichiarato il presidente russo, sottolineando che i due Paesi “lavorano insieme in vari settori: nell’energia, nei macchinari industriali, nello spazio e in molti altri ambiti”. Renzi, intervenendo sui difficili rapporti tra Russia e Ue, ha ribadito che “pur in un contesto di difficoltà legato alle sanzioni europee e alle controsanzioni russe c’è uno spazio di collaborazione“. Un’ulteriore occasione per parlare di accordi commerciali sarà l’evento di Expo a Milano: il premier italiano ha infatti riferito che Putin ha accettato il suo invito a partecipare all’esposizione. Il presidente del Cremlino sarà in Italia il 10 giugno, giorno dedicato alla Russia.

In un’intervista a Tass, Renzi aveva sottolineato le speranze dell’Italia “nell’aiuto che il presidente russo Putin e la federazione russa possono dare nel Consiglio di sicurezza. Il ruolo della Russia nella questione libica, anche alla luce dei legami storici tra Russia ed Egitto, può essere molto importante”. Sul tema dei rapporti economici tra Roma e Mosca, il premier ha poi ribadito che, “nonostante le attuali sanzioni” date alla Russia per la questione ucraina, le relazioni tra Italia e Russia ”hanno radici profonde, non solo nella sfera economica dove i nostri legami sono molto forti”.

Come primo gesto simbolico, il premier italiano ha visitato il luogo dell’omicidio di Boris Nemtsov, politico e leader dell’opposizione freddamente assassinato con quattro colpi di pistola alle spalle venerdì scorso. Renzi ha deposto sei garofani, un numero pari come vuole la tradizione russa, sul ponte dove è stato ritrovato Nemtsov, non lontano dalla Piazza Rossa e dal Cremlino. “Nel rispetto della giustizia russa, che verificherà e speriamo possa al più presto assicurare i colpevoli al processo giusto e necessario, abbiamo portato un fiore sapendo che noi non abbiamo un problema di ‘timidezza’” ha dichiarato Renzi. “Quando dobbiamo dire qualcosa lo diciamo”.

Dopo aver sostato per qualche minuto in silenzio, ha continuato il suo viaggio diplomatico, incontrando all’ambasciata italiana a Mosca la comunità italiana. Tra questi anche gli imprenditori e dirigenti delle società del nostro Paese che operano in Russia, come Eni, Enel, Finmeccanica, Banca Intesa, Unicredit. In seguito è iniziato il vertice con Medvedev.

La visita di Renzi a Mosca, la prima del suo mandato, porta con sè delle problematiche molto difficili da affrontare, che riguardano gli equilibri nei rapporti dei due Paesi con l’Europa e il Mediterraneo. La prima tappa del viaggio nell’Est è stata l’Ucraina, dove il premier italiano ha ribadito il pieno sostegno all’indipendenza di Kiev e all’attuazione degli accordi di Minsk. In un’intervista alla Tass russa, Renzi ha sottolineato inoltre che per l’Ucraina “è necessario portare avanti riforme che garantiscano l’autonomia di tutti i suoi territori”. Sono scelte vantaggiose anche per la Russia, nell’ottica di una eliminazione delle sanzioni previste dall’Europa nei confronti del Cremlino.

Ieri in un’intervista il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva sottolineato che “sullo sfondo del profondo deterioramento delle relazioni tra Mosca e Bruxelles, la dinamica della collaborazione tra Russia e Italia è calata in modo sostanziale”, ma secondo il ministro russo vi è interesse reciproco a “preservare la cooperazione bilaterale costruita in molti anni”.

L’interesse dell’Italia è quello di far tornare la Russia protagonista del tavolo internazionale, soprattutto per il secondo nodo nevralgico del viaggio diplomatico che riguarda la situazione del Medio Oriente e del Mediterraneo. Mosca infatti è un partner potenziale per scongiurare le minacce provenienti dalla Libia da parte dell’Is, ma non solo: la Russia potrebbe essere un attore fondamentale per la risoluzione delle questioni di Siria, Iran e Iraq. Resta da verificare la disponibilità di Putin ad appoggiare un intervento nel Mediterraneo, anche attraverso un blocco navale.