Sedicenne fa sesso in discoteca, il video fa il giro del web


Nel giro di pochi giorni il video, girato a insaputa della ragazza, ha fatto oltre 3000 visualizzazioni. Sul registro degli indagati ci sono quattro ragazzi tra i 20 e i 22 anni


imagesSabato sera, bagni di una discoteca nel centro di Torino. Due ragazzi, 16 anni lei, 21 lui, fanno sesso. Senza accorgersi, probabilmente, che altri giovani come loro li stanno riprendendo con il cellulare. Il video diventa virale e nel giro di pochi giorni viene condiviso su Facebook e diffuso su Whatsapp. Secondo la polizia postale le visualizzazioni sono almeno tremila e non mancano i commenti espliciti e spesso offensivi. Come riporta La Stampa, alla fine verrà aperta anche una pagina Facebook dedicata ai “Bagni del Loud”, sostenuta da quasi 500 “mi piace”.

A distanza di giorni, la protagonista del video si ritrova a visualizzare quelle immagini direttamente sul suo cellulare. A scuola tutti ne parlano. Fino a quando queste voci non arrivano a un professore e alla preside della scuola in cui la ragazza studia, che la invitano a sporgere denuncia. La sedicenne si fa coraggio e va dalla polizia postale; le indagini partono immediatamente e sul registro degli indagati vengono iscritti quattro giovani, tre maschi e una femmina, di età compresa tra i 20 e i 22 anni.

L’accusa è quella di divulgazione di materiale pornografico ai danni della sedicenne. Stando al verbale i giovani  avrebbero ammesso di aver diffuso il video. Ma i genitori continuano a difenderli a spada tratta. Un padre sarebbe arrivato a dire: “Se quella è un tr…, che c’entra mio figlio?”. Secondo alcuni, infatti, la giovane era consapevole di essere ripresa; ma la sua migliore amica, presente quella sera, ha scartato questa possibilità.

Ora questa storia è nelle mani del procuratore aggiunto Anna Maria Loreto, che sta coordinando le indagini. Gli inquirenti hanno lanciato un appello per fermare la diffusione del video: “Non state solo commettendo un gesto odioso nei confronti di una ragazzina di sedici anni, state commettendo un reato”. Il video, infatti, continua a rimbalzare su computer e smartphone: se già è difficile fermare la sua corsa su Facebook, bloccarlo su Whatapp è praticamente un’impresa impossibile.