Caso Nemtsov, Putin: “Basta omicidi politici”


E il direttore del Fsb annuncia: “Ci sono sospettati”


imagesCon un intervento al ministero degli interni russo (MVD) Valdimir Putin ha rotto il silenzio. “Bisogna salvare la Russia dalla vergogna e dalla tragedia di atti come quello che pochi giorni fa abbiamo visto e vissuto: lo sfacciato assassinio di Boris Nemtsov proprio nel centro della capitale, Mosca”.

La frase era stata introdotta da una dichiarazione decisiva. Di fronte alla platea di militari e quadri delle forze di sicurezza riuniti in ascolto, il presidente della Federazione aveva detto: “Bisogna prestare la più seria attenzione ai crimini di alto profilo, inclusi quelli che hanno motivazioni politiche”.

Un’affermazione, insolita per una tradizione, quella russa, che in materia insabbiamenti ed eliminazione degli avversari ha una sinistra (e recente) esperienza, che indica come il Cremlino sposi  ufficialmente l’ipotesi di un omicidio legato agli ambienti dell’alta politica.

L’intervento di Putin al MVD (CorriereTV)

 

E, quasi in risposta all’apostrofe putiniana, il direttore del FSB Aleksander Bortnikov, incalzato dalle domande dei giornalisti, ha annunciato che ci sono dei sospettati. “Ce ne sono sempre”, ha affermato laconico.

Le forze di sicurezza sono al lavoro. Gli inquirenti, utilizzando le videocamere di sorveglianza cittadina, hanno in parte ricostruito la strada percorsa dalla macchina dell’assassino, guidata da un complice. Individuate le automobili incrociate nella fuga, gli investigatori hanno chiesto ai proprietari di consegnare le videocamere che, secondo un’abitudine diffusa nell’ex-Unione Sovietica, erano montate sul cruscotto per evitare discussioni e abusi sulla strada. Ora potrebbero contribuire all’affermazione di una verità ben più intricata e complessa di quella di un incidente.

Intanto è stato pubblicato su Youtube un video registrato tre minuti dopo l’omicidio di Nemtsov da Antonina Samsonova, giornalista della stazione radio “Eco di Mosca”.

Il video pubblicato su Youtube dalla giornalista di “Eco di Mosca” Antonina Samsonova