Pio XII, stampa cattolica boccia film “Sfumature di verità”


“Osservatore Romano” e “Avvenire” contro l’opera della regista Liana Marabini sulla figura di Papa Pacelli. Polemico anche “Pagine Ebraiche”: “goffa soap di dubbia qualità”


Locandina Shades Of Truth
La locandina per l’anteprima mondiale di “Sfumature di Verità”.

Bocciatura unanime. “Osservatore Romano”, “Avvenire” e comunità ebraica attraverso l’organo “Pagine Ebraiche” hanno stroncato senza mezzi termini il film “Shades of Truth” (2015), dal titolo ambiguo “Sfumature di verità”, della regista Liana Marabini.

Proiettato lunedì 2 marzo per l’anniversario dell’elezione nel 1939 al soglio pontificio di Eugenio Pacelli, la pellicola è dedicata agli interventi di Pio XII, del quale è in corso il processo di beatificazione, a favore degli ebrei romani perseguitati dei nazisti.

Una vicenda legata ad alcune passate polemiche sull’atteggiamento definito da alcuni remissivo del papa nei confronti del nazismo, laddove la Chiesa cattolica apparve, invece, spesso intransigente sulla follia razzista e sulla persecuzione anti-ebraica del Terzo Reich.

“Shades of Truth” è la storia di un giornalista americano di origine ebraica, interpretato da David Wall, che ha una visione critica della figura di Pacelli, interpretata da Roberto Zibetti, finché non viene avviata un’inchiesta tra Europa e Israele che lo indurrà a modificare la sua iniziale opinione.

Grazie all’aiuto di un amico sacerdote, e consultando alcuni documenti dell’Archivio Segreto Vaticano, il cronista vedrà lentamente crollare la sua errata convinzione che il papa fosse stato vicino ad Adolf Hitler, opinione smentita grazie agli incontri con alcuni sopravvissuti all’Olocausto.

Realizzato sulla base di testimonianze inedite di ebrei che trovarono protezione in Vaticano, il film ha un andamento da fiction tv e annovera volti noti quali Christopher Lambert, Gedeon Burkhard (ex protagonista de “Il Commissario Rex“), Giancarlo Giannini e Remo Girone.

Se l’obiettivo della Marabini era mettere a tacere le voci sul preteso silenzio di Pio XII di fronte alla Shoah, il tentativo non è andato a buon fine. “L’Osservatore Romano”, da sempre impegnato a ricostruire la verità storica sul caso-Pacelli, ha definito la pellicola non all’altezza.

“Dal punto di vista storico, siamo ai minimi termini, anche se qua e là filtrano, ovviamente, spiragli di verità”. Ma è nel tentativo, francamente, maldestro, di dare forma drammaturgica al tutto, che l’autore rende il prodotto complessivo ingenuo e di conseguenza poco credibile”.

Prima della critiche post-proiezione, la regista aveva provato a mettere la mani avanti, spiegando che dietro il suo lavoro non c’è nessuna volontà di fare uno scoop, ma solo di “aprire una finestra su una vita e un’opera molto incomprese”.

Il giorno dopo, la testata vaticana ha rimarcato con sarcasmo anche alcune scelte artistiche. “La regista affronta con un atteggiamento volenteroso i limiti di una produzione piccolissima. Eppure anche con ambientazioni un po’ arrangiate e pochi attori si poteva fare molto meglio”.

Il contributo del cast, secondo “Avvenire”, “non va oltre l’orizzonte dell’apologetica di maniera, risultando in alcuni passaggi calligrafico al limite dell’ingenuità”. Ulteriore elemento critico il perché la Marabini inserisca alcune digressioni fuori luogo nella narrazione del film.

Roberto Zibetti è Papa Pio XII.
Roberto Zibetti è Papa Pio XII.

In sintonia con i verdetti degli altri giornali, “Pagine Ebraiche”: “vicende drammatiche che hanno segnato i destini di milioni di persone sono degradate alla stregua di una goffa soap di dubbia qualità, infarcita di luoghi comuni che non spostano di un capello quanto era già noto”.

Secondo il periodico ebraico, non esiste, infine, “preparazione spirituale sufficiente ad affrontare un’esperienza tanto catastrofica”, in quanto “la storia e le sofferenze riaccomodate a piacimento, l’immaginazione galoppa”.

Al di là del controverso film, destinato a ulteriori commenti e reazioni soprattutto tra gli storici, una certezza: l’immagine di Pio XII, ex papa in attesa di beatificazione, ma ancora in bilico tra aloni di mistero e improvvisi squarci di luci.