Ucraina: accordo con Russia e Ue su forniture di gas


Raggiunta l’intesa dopo 6 ore di trattative. Garantito il flusso fino alla fine di marzo. Nelle prossime settimane incontro su pacchetto estivo


Gazprom1C’è l’accordo tra Russia, Ucraina e Unione europea sulle forniture di gas. Dopo una riunione trilaterale durata sei ore, l’Ue è riuscita a strappare un’intesa che garantisce l’arrivo della materia prima sia a Kiev sia al resto dell’Europa almeno fino alla fine di marzo, rispettando così gli accordi di Minsk di febbraio.

“Siamo riusciti a salvaguardare l’applicazione del pacchetto invernale per le forniture all’Ucraina” ha dichiarato Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea. Le forniture di gas all’Ue “restano sicure”. Alla riunione hanno partecipato il ministro russo dell’energia Alexander Novak e l’ucraino Vladimir Demchishin. Secondo l’Alto rappresentante dell’Unione Federica Mogherini “il risultato dell’incontro di oggi può aiutare a superare le differenze sulle forniture di gas tra Ucraina e Russia, e questi sforzi sono parte del sostegno concreto dell’Ue all’attuazione degli accordi di Minsk”.

Il compromesso raggiunto calma le acque sul terreno scivoloso dei rapporti economici tra Ucraina e Russia, che continuano nonostante il conflitto nell’Est, e fanno tirare un sospiro di sollievo all’Unione, almeno per un mese. L’accordo siglato a Bruxelles prevede il “rispetto del pacchetto invernale” concordato l’ottobre dell’anno scorso: Naftogaz, la compagnia che gestisce la materia prima in Ucraina, ha confermato il suo impegno per i prepagamenti. Il colosso russo Gazprom a sua volta ha garantito la consegna del gas.

Sull’arrivo della materia prima nelle città di Donetsk e Lugansk, l’Unione europea ha riferito che la questione è “altamente complessa in termini legali, tecnici e politici”, per cui “sarà ulteriormente discussa”. La partita resta aperta: nelle prossime settimane i tre attori internazionali dovranno riunirsi nuovamente per trovare l’accordo sulle forniture di gas per i mesi estivi.

Il pacchetto invernale siglato a ottobre scorso grazie al lavoro dell’‘ex commissario Ue all’energia Guenther Oettinger aveva retto fino a qualche settimana fa, quando Kiev e Mosca hanno minacciato la rottura del patto e lo stop delle forniture. Il nodo riguarda la situazione nell’Est dell’Ucraina. La Russia ha accusato Kiev di aver tagliato il gas alla zona controllata dai separatisti, facendo saltare le condutture. Per questo motivo Mosca ha inviato ulteriori forniture ai ribelli, definendole aiuti umanitari, ma poi – ha accusato il governo ucraino – la Russia ha mandato la fattura. Kiev ha respinto le accuse di tagli nell’Est, e Gazprom ha minacciato di chiudere i rubinetti all’Europa. La Commissione ha spiegato che è “impossibile verificare sul posto”: si è quindi deciso di svincolare la vicenda dall’accordo sul pacchetto invernale e di gestirla in maniera indipendente.

Si tratta dell’ultimo capitolo della “guerra del gas” tra i due Paesi, mentre la tregua sul conflitto a terra raggiunta grazie all’accordo di Minsk sembra essere sempre più fragile. Ancora un soldato ucraino morto e quattro feriti ieri nell’Est, nonostante il cessate il fuoco. Mercoledì e giovedì il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Kiev e a Mosca, per contribuire a una cessazione totale del conflitto tra i Paesi e il ritiro degli armamenti. Una fonte diplomatica ha poi riferito che i vice ministri degli Esteri di Russia, Ucraina, Francia e Germania si potrebbero incontrare il 6 marzo a Berlino per discutere del conflitto nel Donbass.

La mappa interattiva delle forniture di gas in Europa:

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