Netanyahu al Congresso Usa: “Nucleare Iran minaccia globale”


“La battaglia tra Teheran e l’Isis non trasforma l’Iran in un amico degli Usa”. Sessanta rappresentati democratici boicottano il discorso


i“Nessun accordo è meglio di un cattivo accordo e quello con l’Iran è un pessimo accordo”. Come preannunciato è l’opposizione all’intesa sul nucleare tra Stati Uniti e Teheran, il centro del discorso del premier israeliano Benjamin Netanyahu al Congresso Usa. “Il più grande pericolo del nostro mondo è l’Islam combattente e le armi atomiche”.

L’intervento davanti alle Camere riunite dura più di 30 minuti ed è interrotto da molti applausi. “La mia presenza qui non è politica e mi dispiace che alcuni la  percepiscano come tale”. Il riferimento è alla defezione di cinquanta deputati democratici che hanno abbandonato l’Aula come forma di protesta. Netanyahu infatti è stato invitato dal presidente della camera, il repubblicano John Boehner, senza consultare la Casa Bianca. Il premier cerca di stemperare le tensioni rivolgendosi a distanza al presidente degli Stati Uniti che ha deciso di non incontrarlo durante la sua visita a Washington: “Sono grato a Obama per il supporto che ha dimostrato e continua a dimostrare al mio Stato”.

Il premier israeliano parla quindi dell’Iran, argomento tanto atteso e oggetto di divergenze. È la trattativa che l’Occidente sta conducendo con Teheran sul nucleare a preoccupare il premier perché, dice, ci sarebbero troppe concessioni: “Si concede loro di mantenere vaste infrastrutture e gli ispettori non hanno mai fermato le violazioni, come in Corea del Nord. Non si affronta poi il tema dei missili balistici”. “Così l’Iran – continua Netanyahu – potrà creare il suo arsenale nucleare”.

Quanto allo Stato islamico, il primo ministro afferma che “sconfiggere l’Isis ma dare l’arma nucleare all’Iran vorrebbe dire vincere la battaglia ma perdere la guerra“. I due paesi sarebbero infatti in competizione fra loro per la corona dell’Islam militante. In questo caso, conclude Netanyahu, “il nemico del mio nemico…è mio nemico”.

L’ospite d’onore al Congresso è in piena campagna elettorale: in Israele si vota tra due settimane per le elezioni anticipate e Netanyahu ci tiene a dare una prova di forza: “I giorni in cui il mio popolo rimaneva inerte di fronte ai tentativi di genocidio sono finiti. Possiamo difenderci anche da soli, ma siamo sicuri che gli Stati Uniti saranno al nostro fianco”.

A distanza, risponde il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Intervistato dalla Cnn ha affermatoo che il premier israeliano ”sta cercando di creare tensioni e conflitto, e io non credo che questo possa essere d’aiuto a qualcuno”.