Kiev, esercito ritira armi pesanti. Da Mosca rischio stop gas


Le forze governative ucraine iniziano il ritiro delle armi pesanti. Pesa la minaccia di Gazprom di interrompere le forniture di gas


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Da oggi Kiev inizia il ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte. L’annuncio dello stato maggiore ucraino è stato confermato anche dai ribelli filorussi. Le prime ad essere portate via, sotto il monitoraggio dell’Osce (Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa), dovrebbero essere le calibro 100 mm.

L’esercito ha però specificato di essere pronto a rivedere la decisione in caso di attacchi da parte dei separatisti.

Le autorità di Kiev avevano dichiarato che l’operazione non sarebbe iniziata senza almeno uno o due giornidi pace. Condizioni, contenute negli accordi di Minsk del 12 febbraio, che il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov aveva definito “irrealistiche”: ”Tutti capiscono che le tregue e i cessate il fuoco ideali non esistono”, ha dichiarato. Intanto, però, nelle ultime 24 ore non si è registrato alcun bombardamento nell’est del Paese, come ha reso noto il portavoce militare ucraino, Andrei Lisenko.

Sulle trattative pesa la minaccia del colosso russo Gazprom di interrompere le forniture di gas a Kiev se la società ucraina Naftogas non completerà entro questa settimana i prepagamenti per il mese di marzo. Lo ha detto Serghiei Kuprianov, portavoce di Gazprom e ribadito il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. Se non arriveranno altri pagamenti il gas durerà soltanto 3-4 giorni. Putin spera di non dover arrivare a questo punto, ma “non dipende solo da noi”. Uno scenario rischioso per l’Ucraina ma anche per “il transito” di metano russo “verso l’Europa.