Petrolio e gas naturale: da dove e quanto importa l’Italia


Secondo le statistiche, il nostro Paese prende percentuali significative di risorse proprio da Russia e Libia


“Colpiremo i vostri interessi energetici in Libia”, è l’ultima minaccia dello Stato Islamico all’Italia. Dall’altra parte intanto, il colosso russo Gazprom avverte che potrebbe chiudere i rubinetti dei gasdotti verso l’Ucraina. Un atto questo, che porterebbe avere ripercussioni anche alle forniture europee.

Una situazione delicata. Soprattutto per un Paese come l’Italia, che, per quanto riguarda le riserve di petrolio e gas naturale, conta soprattutto sulle importazioni.

IL GAS NATURALE – I dati sono quelli forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico, relativi al 2013. Quell’anno l’Italia importava in totale 61966 miliardi di standard metri cubi a 38,1 MJ/m3 di gas naturale. Per la stragrande maggioranza provenienti dalla Russia: il 45,3% del totale. Il 20,2% invece, arrivava dall’Algeria e il 9,2% dalla Libia. Poi gli altri Paesi.

La quantità di gas importato comunque, è di parecchio superiore a quello prodotto in casa nostra. Stando ai dati di gennaio 2013 infatti, a fronte dei 6260 milioni di metri cubi presi dall’estero, ne venivano prodotti in patria solo 682.

GRAFICO. Le importazioni di Gas.

 

IL PETROLIO – Per quanto riguarda il Petrolio invece, i dati sono quelli forniti da Unione Petrolifera e sono relativi al 2014. Sul totale delle importazioni di greggio (49267 migliaia di tonnellate), il 24,3% proviene dall’Africa. Nello specifico, il 6,7% dalla Libia, il 3,4% dall’Angola, il 2,8% dalla Nigeria.

Il 41,8% del greggio invece, arriva dai Paesi dell’ex-Urss, in particolare un buon 17% dalla Russia.

Il 23,6% infine, è importato dal Medioriente, nel dettaglio: l’11% dall’Arabia Saudita e l’11,6% dall’Iran.

GRAFICO. Importazioni di petrolio Greggio.

 

Una situazione, quella del petrolio e del gas naturale quindi, che vede l’Italia piuttosto dipendente dalle importazioni internazionali. Anche dalle risorse di quei Paesi, come Russia e Libia, dove la situazione geo-politica è sempre più instabile.