Charlie Hebdo torna in edicola con 2,5 milioni di copie


Una copertina dallo sfondo rosso con la scritta “Si ricomincia”, all’interno del settimanale un’intervista al ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e tante vignette satiriche


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L’edizione del settimanale satirico Charlie Hebdo, in edicola il 25 febbraio

Uno sfondo rosso, la scritta “C’est reparti!”, “Si ricomincia!”, e un cane che scappa con una copia del giornale, inseguito da una serie di caricature: Nicolas Sarkozy, Marine Le Pen (presidente del Fronte Nazionale francese), Papa Francesco e uno jihadista con un kalashnikov in bocca.

Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese coinvolto negli attentati del 7 gennaio scorso, tornerà in edicola domani con una tiratura di 2,5 milioni di copie. E la sua redazione, dopo la morte di 10 vignettisti, tra cui Charb e Wolinski, per mano dei fratelli Kouachi, cercherà di tornare all normalità.

Tante le sorprese e le novità contenute nel numero 1179: un nuovo disegnatore, l’algerino Dilem membro dell’associazione Cartooning for Peace, una quarta di copertina con tutte le prime pagine “mancate” e un nuovo direttore.

Si tratta di Laurent Sourisseau, in arte Riss, che ha voluto commentare il ritorno in edicola di Charlie Hebdo: “Il senso di questo numero è che la vita riprende. Che ci si può mettere alle spalle tutti quelli che ci intralciano”. È stato invece il vignettista Luz a spiegare la scelta di dipingere i politici nelle sembianze di cani: “Sono animali irresponsabili e sottomessi. L’irresponsabile è Charlie, sottomessi sono tutti gli altri che ci corrono dietro”.

Tra le tematiche che saranno affrontate ci sono gli eventi di Copenaghen, la profanazione del cimitero ebraico di Sarre – Union e un’intervista al ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis. E poi vignette e servizi, realizzati con l’irriverenza che contraddistingue Charlie e che fa indignare islamici e non solo.

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L’ultimo numero pubblicato il 14 gennaio

La testata aveva pubblicato una nuovo numero già il 14 gennaio, a pochi giorni dalla strage, stampando 7 milioni di copie (Prima delle stragi la tiratura del giornale era di 60.000 copie), tradotte in 16 lingue e vendute in tutto il mondo. Poi, però, i disegnatori avevano decisio di fermarsi per riprendersi da quegli avvenimenti, dal punto di vista psicologico e organizzativo. Ancora oggi, infatti, il giornale è ospitato all’interno della redazione del quotidiano francese Liberatiòn. Lo stesso accadde nel 2011 in seguito all’esplosione di diverse bombe molotov nella sede di Charlie.

In questo mese, nonostante lo stop alle pubblicazioni, gli abbonati alla rivista satirica, criticata nel mondo islamico per le vignette su Maometto, sono aumentati. Resta solo da capire se il settimanale sarà distribuito anche al di fuori della Francia, se le copie saranno vendute dalla prima all’ultima e se i lettori, a quasi due mesi di distanza dalla strage, grideranno ancora “Siamo tutti Charlie”.

L’intervista esclusiva di Vice al vignettista di Charlie Hebdo Luz: