Grecia, il giorno cruciale. Riunione Eurogruppo alle 15


Il Ministro delle Finanze tedesco Schäuble chiede misure concordate tra Grecia e Ue. Europa teme uscita Grecia dall’Euro. La borsa di Atene apre in rialzo


grecia-europaIl destino della Grecia e dell’Europa si decide in questi giorni. Per oggi alle 15, infatti, è in programma a Bruxelles la riunione straordinaria dell’Eurogruppo, che riunisce tutti i ministri delle finanze dei Paesi dell’Eurozona, per proseguire i negoziati tra Unione europea e Grecia. Se non si dovesse raggiungere nessun compromesso, le trattative potrebbero proseguire per tutto il fine settimana.

Al centro della discussione la richiesta, avanzata ieri dal ministro delle finanze della Repubblica ellenica Yanis Varoufakis, di prolungare per altri sei mesi il programma di aiuti economici. E una soluzione va trovata con una certa urgenza, dato che il 28 febbraio scadono gli aiuti finanziari condizionati e il Paese potrebbe non avere più soldi per ripagare il debito contratto con l’Europa.

L’obiettivo della Grecia di Alexis Tsipras è raggiungere una stabilità finanziaria e fiscale affinchè il governo possa avviare quel percorso di riforme di cui c’è bisogno “per ripristinare le condizioni di vita di milioni di cittadini greci attraverso una crescita economica sostenibile, il lavoro subordinato e la coesione sociale”. È quanto si legge nella lettera inviata al presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem. Per raggiungere questo scopo, Varoufakis è anche disposto ad accettare la supervisione della Troika, ovvero di Commissione europea, Banca centrale e Fondo monetario internazionale.

Wolfgang Schäuble
Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze tedesco

I dubbi – Nella giornata di ieri si erano contrapposte due diverse reazioni: quella positiva della Commissione europea e il no alle richieste greche del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble , attraverso le parole del suo portavoce, Martin Jaeger: “La lettera di Atene non offre una proposta sostanziale di soluzione. In realtà punta a un prestito-ponte senza impegnarsi sulle condizioni del programma”, aveva affermato. E molte perplessità erano state sollevate anche dal Belgio, dalla Finlandia e dalla Slovacchia (che ha respinto un possibile taglio del debito greco).

Un monito da parte della Germania è giunto anche in queste ore: “Quello che nella sostanza è stato formulato nella lettera di Atene non è sufficiente, e su questo il governo tedesco è unito”, ha affermato la portavoce di Angela Merkel, Christiane Wirtz nel corso di una conferenza stampa. La cancelliera sembra, quindi, essere d’accordo con Schäuble il quale in mattinata ha fatto sapere che “non si tratta di arrivare a un finanziamento ponte ma a delle misure concordate fra la Grecia e l’Ue e su questo serve un accordo”.

Al momento, sono tre i nodi del negoziato da sciogliere perché sarebbero tre le ambiguità contenute nella lettera di Varoufakis:

1) Nella lettera di Varoufakis si riconoscono le misure imposte dalla Troika e si chiede un’estensione del “memorandum”, ma si richiede anche di “avviare il lavoro per un possibile nuovo contratto per la ripresa e la crescita che potrebbe seguire l’attuale accordo”.

2) Il Governo promette di rispettare gli impegni presi, ma resta irrisolta la questione del debito.

3) Non è chiara la natura delle riforme che il Governo greco vuole attuare. E resta da capire se Tsipras riuscirà a trovare un compromesso per mantenere gli impegni con Commissione, Bce e Fmi senza perdere il sostegno degli elettori che lo hanno votato alle ultime elezioni politiche.

Angela Merkel
Cancelliera tedesca Angela Merkel

Per discutere della questione in vista dell’Eurogruppo, nella serata di ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha avuto dei colloqui telefonici con il premier Tsipras, mentre nella mattinata di oggi si è consultata con il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. Quest’ultimo, a sua volta, ha avuto un colloquio con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il giro di telefonate potrebbe proseguire in queste ore decisive.

Questa fase di negoziati tra la Grecia e l’Ue, tuttavia, non preoccupa solo la Germania, ma anche Regno Unito e Usa. Il ministro delle Finanze britannico George Osborne avverte che uno stallo nei negoziati “provocherebbe un danno serio all’economia europea”. “E’ necessario – ha aggiunto – che l’Eurozona trovi una soluzione comune”.

A prefigurare delle conseguenze tragiche è anche il consigliere economico della Casa Bianca con Ronald Reagan, Steve Hanke, intervistato dalla Stampa. “In caso di mancato accordo, si rischia uno scenario sul modello Lehman Brothers, e questo viene visto con timore da Washington”, ha spiegato. In particolate, il problema è rappresentato dal “sistema bancario ellenico” che è “vicino all’implosione”.  “I depositi si stanno assottigliando, c’è una fuga di capitali di circa due miliardi di dollari alla settimana, e già alla fine di dicembre il livello di credito si contraeva del 5% annuo”. Questa fuoriuscita di denaro dal sistema bancario potrebbe, quindi,”potrebbe diventare un’emorragia e questo causerebbe un collasso”. “Se questo scenario si dovesse verificare – ha aggiunto – ci sarebbe una traumatica uscita della Grecia dall’Eurozona, gli investitori internazionali si metterebbero al riparo disinvestendo qualsiasi attività a rischio”.

803315f3d1be46ed643983ddb449fd52Uscita della Grecia dall’Euro che tutti temono, ma che secondo l’agenzia di rating Standard and Poor’s avrebbe degli impatti limitati sugli altri Paesi, in quanto dal 2012 è stato introdotto il Fondo salva-Stati che offre “un sostegno finanziario a quei Paesi dell’area euro maggiormente esposti”. Anche per questo motivo, spiega oggi il Sole24ore, le Borse hanno chiuso in positivo e Piazza Affari in rialzo. Questa mattina la Borsa di Atene viaggiava in rialzo.

Il tweet di Alexis Tsipras a poche ore dalla riunione dell’Eurogruppo: