Insulti su Fb al detenuto suicida, 16 agenti sospesi


Il Dap ha annunciato un procedimento disciplinare e inviato un rapporto alla magistratura. Previsto incontro tra ministro Orlando e sigle sindacali


scrrenshot
Gli insulti comparsi nei giorni scorsi a commento di un post su Facebook

Sedici agenti sospesi, l’annuncio di un procedimento disciplinare e un rapporto inviato alla magistratura.

Questi i duri e tempestivi provvedimenti presi dal capo del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), Santi Consolo, dopo gli insulti al detenuto suicida scritti su facebook nei giorni scorsi da utenti che risulterebbero essere agenti di polizia penitenziaria.

“Ho firmato 16 provvedimenti cautelari di sospensione e ho concordato con il direttore del personale l’avvio del procedimento disciplinare”, ha spiegato Consolo. Aggiungendo che è stato “trasmesso un rapporto corposo predisposto dal nucleo investigativo centrale all’autorità giudiziaria perché faccia le sue valutazioni”. Consolo ha precisato che sarà la magistratura a rivelare eventuali reati compreso quello di istigazione al suicidio. E qualora si dovessero delineare dei reati penali a carico degli agenti, “questa amministrazione – ha aggiunto Consolo – si costituirà parte civile per danno all’immagine”. Sarà, comunque, un organo terzo a prevedere delle sanzioni.

Per il momento il dipartimento ha avviato un confronto interno tra tutte le sigle sindacali, soprattutto per prendere le distanze da questi comportamenti isolati che mettono in cattiva luce l’intera categoria.

Le sospensioni sono arrivate oggi al termine di un incontro con il ministro della giustizia Andrea Orlando, il quale il 18 febbraio aveva condannato i messaggi e convocato il Dap per conoscere gli sviluppi dell’inchiesta interna. Orlando ha precisato che il comportamento degli agenti “è inammissibile“, ma anche che “queste posizioni non possono essere confuse con i sentimenti e il pensiero della polizia penitenziaria”. Gli agenti, infatti, “sono impegnati ogni giorno per impedire i suicidi in carcere e atti di autolesionismo”, ha affermato. Proprio per questo, il Guardasigilli ha proposto la formazione degli agenti “nell’uso dei social network”.

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Il comunicato dell’Alsippe pubblicato il 18 febbraio sul sito ufficiale

Per le 15 sono state convocate tutte le organizzazioni sindacali “perché al di là delle iniziative disciplinari con un collegio che si pronuncerà in modo terzo, vorrei un’iniziativa ‘politica’ da parte dei rappresentanti della polizia penitenziaria” ha aggiunto.

Se tutte le sigle avevano condannato gli insulti rivolti al detenuto romeno di 39 anni, suicida nella sua cella all’interno del carcere di Opera alla perfieria di Milano, oggi il segretario del sindacato Uilpa penitenziaria Eugenio Sarno ha criticato la decisione del Dap.

“Apprezziamo la tempestività”, ha affermato, “ma un provvedimento seppure in via cautelare di sospensione ci sembra eccessivo: se questa è la nuova metodologia del Dap nel perseguire le inefficienze ci aspettiamo provvedimenti esemplari anche per i tanti, troppi dirigenti e comandanti che hanno dimostrato di non essere capaci e hanno arrecato danni all’amministrazione penitenziaria”. La volontà di Sarno non è comunque quella di giustificare i colleghi: “Se quei commenti come pare sono stati fatti da agenti della polizia penitenziaria questi ultimi sono persone che indossano indegnamente la divisa e dovrebbero fare un altro mestiere”, ha concluso.

Schermata 2015-02-19 alle 17.22.51Ieri, sul sito dell’Alsippe (il sindacato che ha diffuso per primo la notizia della morte del detenuto poi ripresa dalla pagina “Giornale della Polizia penitenziaria”) la segreteria generale ha diffuso un comunicato per spiegare la sua scelta di censurare i commenti pubblicati sul profilo. Non tanto per le responsabilità, che sono personali, quanto piuttosto per un possibile danno d’immagine del corpo di polizia. A dire il vero però, oltre a non essere più visibile il post, anche la pagina del sindacato di polizia non esiste più.