Libia tra Isis e Fratelli Musulmani: la mappa del potere


Il Nord del Paese è conteso tra Stato Islamico, governo regolare e Fajr Lybia. Nel sud, divisioni tra Tuareg, Toubou e Berberi


PKML33XR-k0CD-U10402022344066NRE-329x175@LaStampa.it-Home PageDue governi. Fazioni in lotta. Risorse da contendersi. E’ una Libia lacerata quella del dopo Gheddafi.

E in un Paese già sconvolto da sanguinose guerre civili, si inseriscono le mire dello Stato Islamico del califfo Al-Baghdadi.

Da una parte c’è il governo legittimo, auto-esiliatasi nella città di Tobruk. Dall’altra il governo parallelo di Tripoli. Guidato da Omar al Hassi e appoggiato dalle milizie Fajr Lybia, vicine ai Fratelli Musulmani, il governo parallelo è in conflitto con Isis e sostenuto dalla Turchia.

Il governo legittimo di Al Thani invece, è appoggiato dall’esercito libico guidato dal generale Khalifa Haftar. Ed è sostenuto da Europa, Egitto e gli Emirati Arabi Uniti.

Le città di Sirte e Bengasi dall’altra parte, sono nell’area sotto il controllo delle milizie Ansar Al Sharia, alleate dell’Isis. I “Partigiani della Sharia” sono  responsabili dell’attacco al consolato Usa a Bengasi dell’11 settembre 2012. Ed è Sirte ad essere finita nel mirino dei raid aerei egiziani.

Sotto bombardamento aereo è anche Derna città sotto il diretto controllo dell’Isis. Su Derna c’è stato anche un intervento di terra, portato avanti dall’Egitto.

Il Nord del Paese è diventato dunque una polveriera pronta a esplodere, spartita tra Isis, Fratelli Musulmani e governo legittimo. Anche perché è qui che si concentra la maggior parte delle risorse libiche. Dagli oleodotti, alle raffinerie e ai giacimenti di idrocarburi.

Ma anche nel Sud-Ovest della Libia ci sono tensioni. Nella zona sono presenti tre gruppi. Tuareg, Toubou e Berberi vogliono l’autonomia.

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