Detenuto suicida, su facebook gli insulti degli agenti


Ministro della giustizia convoca per domani il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per conoscere gli sviluppi dell’inchiesta interna. Condanna unanime da più sigle sindacali


Un detenuto di 39 anni si suicida nel carcere di Opera a Milano. Il sindacato di polizia penitenziaria, Alsippe, il 15 febbraio pubblica sulla sua pagina facebook la notizia. Il Giornale della Polizia penitenziaria condivide il link sulla sua pagina e nelle ore successive compaiono una serie di insulti scritti dagli utenti.

Nelle ultime ore i gestori della pagina hanno eliminato le tante critiche pubblicate e bloccato il commento al post.

scrrenshotIl primo è stato scritto alle 11:20 da un uomo che si è qualificato come ispettore presso il Ministero della Giustizia: “Ottimo. Speriamo abbia sofferto”. “Uno in meno” si legge nei commenti successivi. “Consiglio di mettere a disposizione più corde e sapone”, “Lui e morto ma scommettiamo che il giudice metterà sotto inchiesta chi era di servizio? ricordatevi che loro sono cattivi nei nostri confronti”. E il tenore delle critiche, con il passare delle ore, non cambia: “Giustizia è fatta“, “Oh. Come sono dispiaciuto” e “Chi se ne frega”.

“Un rumeno in meno che aveva ammazzato un anziano” si legge ancora. Il detenuto straniero era stato, infatti, condannato all’ergastolo nel 2007 per l’omicidio di un anziano. E qualche utente ritiene questo suicidio una giusta punizione.

Il 16 febbraio, compare l’unico commento che invita alla calma, perché “la morte non si augura a nessuno”. Ma la risposta pubblicata subito dopo non sembra riportare la calma: “Lavora all’interno di 1 Istituto. Poi vedrai. Specialmente extracomunitari. X questo mestiere devi ava er.core nero”.

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) non ha apprezzato quanto accaduto in questi giorni. “Nel caso fossero poliziotti, prenderemo provvedimenti”, ha commentato il vicecapo vicario del Dap di Roma Luigi Pagano.”Stiamo facendo accertamenti per capire, intanto, che sindacato è questo – sha aggiunto Pagano – e se effettivamente i commenti sono stati scritti da agenti della polizia penitenziaria, risaliremo all’identità e nel caso prenderemo gli opportuni provvedimenti”. “Se sono veramente agenti, interverremo”.

Il ministro della giustizia Andrea Orlando, in seguito ai commenti giudicati intollerabili, ha convocato per domani il capo del Dap, Santi Consolo, per conoscere gli sviluppi dell’inchiesta interna appena avviata. Sarà proprio quest’indagine a confermare o smentire l’identità degli utenti coinvolti: secondo fonti sindacali che conoscono i firmatari come esponenti del corpo, infatti, alcuni degli autori dei messaggi sarebbero certamente agenti della polizia penitenziaria. Lo riferisce l’agenzia Ansa.

Reazioni di condanna del gesto arrivano da più parti: La Federazione Nazionale Sicurezza della Cisl condanna “fermamente le incommentabili dichiarazioni apparese su Fb”. “Prendiamo le distanze da quanto scritto sulle pagine del social – ha affermato il segretario generale Pompeo Mannone – e ci teniamo a difendere il personale penitenziario ‘sano’ e responsabile”. “Per tutelare e salvaguardare questi lavoratori – ha aggiunto – che troppo spesso svolgono il loro compito in condizioni proibitive, sollecitiamo un intervento concreto ed urgente da parte degli organi competenti, affinchè si faccia subito chiarezza su quanto avvenuto”.

A prendere le distanze anche la sigla Uilpa Penitenziari e il Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria) che ha definito una cosa “ignobile e vergognosa” esultare per la morte di un detenuto. Riferendosi agli utenti facebook, il segretario del Sappe Donato Capece ha dichiarato che queste persone “non rappresentano affatto le donne e gli uomini del Corpo Polizia Penitenziaria che ogni giorno lavorano nelle carceri con professionalità, abnegazione ma soprattutto umanità”.