Al-Baghdadi bersaglio del Pentagono, “leader da eliminare”


Il Capo dello Stato Islamico è al primo posto nella lista segreta diffusa dalla Cnn. L’ipotesi di usare un drone armato era stata avanzata dagli Stati Uniti già nel luglio scorso


1200x630_288386_al-baghdadi-sarebbe-vivo-e-in-un-audiAbu Bakr Al-Baghdadi, Capo dell’autoproclamato Stato Islamico. È lui il primo bersaglio degli Stati Uniti, finito nella lista del Pentagono tra i leader da eliminare fisicamente.

A riportarlo è il Corriere della Sera, citando come fonte l’emittente americana Cnn. Il leader dell’Isis è, però, un obiettivo difficile da colpire dal momento che appare poco in pubblico, vive in una specie di “bolla” circondato dai suoi fedelissimi, nasconde i suoi spostamenti e raramente diffonde messaggi audio e video. L’ultima registrazione con la voce del Califfo, ritenuta autentica da alcuni osservatori, era stata diffusa in rete lo scorso novembre, riaprendo il giallo sulla morte di Al-Baghdadi che l’America aveva dato per certa nel corso di un raid.

Oltre al Califfo, i militari e l’intelligence Usa sarebbero sulle tracce di altre figure chiave dello Stato Islamico: alcuni “luogotenenti” del leader che avrebbero militato nelle forze di Saddam Hussein per poi “plasmare l’Isis sotto il profilo bellico”, ma anche responsabili locali nel ruolo di “facilitatori” ed esecutori.

Tra i tagliagole, ovvero gli jihadisti responsabili delle decapitazioni avvenute in Siria, Iraq ed Egitto, il più ricercato, stando al rapporto del Pentagono, sarebbe Jihadi John. L’uomo è ritenuto il responsabile della morte degli ostaggi James Foley, Steven Sotloff, David Haines, Alan Henning e Peter Kassig e a giudicare dal suo accento inglese potrebbe essere originario del Regno Unito.

Non solo, per fermare l’avanzata dell’Isis nel mirino dell’America sono finiti anche alcuni miliziani portoghesi cresciuti a Londra e il terrorista, forse statunitense, coinvolto nella decapitazione dei 21 egiziani cristiano-copti a Sirte.

I droni e i caccia americani starebbero già sorvolando il territorio nelle mani dell’Is sulle tracce dei soggetti elencati nella lista nera.

isis mappa
Mappa obiettivi Isis

Ma il Pentagono aveva già ipotizzato l’uso di un drone armato per eliminare Abu Bakr Al-Baghdadi l’estate scorsa, dopo l’apparizione in pubblico del Califfo il 5 luglio e la proclamazione dello Stato Islamico. In quel caso, il segretario della Difesa americana Chuck Hagel aveva definito il leader dell’Isis “una persona di grande interesse per noi” ponendo sulla sua testa una taglia da dieci milioni di dollari e immaginando un’operazione mirata, da avviare solo in caso di rischi minimi per la popolazione civile. Hagel aveva definito gli jihadisti in Iraq una minaccia “per il nostro Paese” e “per i nostri alleati in Medio Oriente e in Europa”, “una forza sofisticata, dinamica, organizzata, ben finanziata e competente”. Ora quella forza organizzata ha raggiunto le coste libiche e minaccia direttamente il nostro Paese.