Yara, sui leggings tracce del sedile del furgone di Bossetti


Lo rivela il quotidiano La Stampa. Potrebbe trattarsi della prova che incastra l’unico imputato per l’omicidio della tredicenne di Brembate


I leggings di Yara
I leggings di Yara

Si aggrava la posizione di Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio. Sui leggings della tredicenne sarebbero state trovate tracce del sedile del camioncino Iveco Daily di proprietà del muratore di Mapello. Lo rivela il quotidiano La Stampa che parla di “prova regina”, quella che durante i processi, chiarisce ogni dubbio.

In realtà si tratterebbe della prova regina “numero due”, secondo l’accusa. La prima è il Dna trovato sui vestiti di Yara e che ha permesso di risalire a Bossetti. Il corpo della giovane è stato ritrovato in un campo di Chignolo d’Isola il 26 novembre del 2010, tre mesi dopo la sua scomparsa.

Proprio attraverso l’analisi del Dna si è arrivati al padre del presunto assassino, l’autista Giuseppe Guerinoni, morto nel 1999. Gli inquirenti hanno cominciato a cercare un figlio illegittimo e hanno ordinato il test del Dna su tutte le ragazze madri e le donne sposate della zona. Dopo aver confrontato ventimila profili genetici, lo scorso giugno sono arrivati a Ester Arzuffi, madre di Bossetti.

Il carpentiere, 44 anni, sposato con tre figli, è in carcere dal 16 giugno 2014. Recentemente il gip di Bergamo Ezia Maccora ha respinto l’istanza di scarcerazione avanzata dai suoi legali. La scoperta dei fili rivelatori arriva pochi giorni dopo la perizia sul suo computer che rivela – secondo gli inquirenti – la sua ossessione per “vergini tredicenni rosse”, caratteristiche fisiche di Yara.

Ad aggravare la situazione di Bossetti ci sono anche le registrazioni di due telecamere: una di una banca, l’altra di un distributore di benzina. Le immagini rivelano che il furgone del carpentiere avrebbe girato per circa un’ora intorno al centro sportivo di Brembate dove si allenava Yara proprio quel 26 novembre, poco prima della fine degli allenamenti.

Poi ci sarebbero due testimoni. Uno racconta di aver notato un Iveco Daily bianco identico a quello di Bossetti sfrecciare a tutta velocità in una via poco lontano dalla palestra. Una signora – ritenuta attendibile dagli investigatori – ha detto di aver visto Bossetti e Yara insieme l’estate prima della morte della ragazza. Massimo Giuseppe Bossetti continua a dichiararsi innocente.