Atene, ottimismo dopo il vertice Ue: +7,6% in Borsa


Il compromesso tra Tsipras e Bruxelles sembra più vicino ma le difficoltà rimangono enormi. Dijsselbloem (pres.Eurogruppo): “Opzioni limitate, la Grecia ha pochi soldi”. La Bce aumenta di 5 miliardi il fondo di emergenza


L'incontro tra Alexis Tsipras e Angela Merkel ieri a Bruxelles
L’incontro tra Alexis Tsipras e Angela Merkel ieri a Bruxelles

Un primo obiettivo raggiunto, nella giornata di ieri, è stato il cambio di clima. In settimana la Grecia sembrava sull’orlo del crac, dopo il vertice Ue ha prevalso l’ottimismo. Certo, di risultati concreti ancora non se ne vedono, ma gli “attori” hanno cambiato registro. Atene ha rivisto le sue richieste più estreme (come la rivisitazione unilaterale del debito), ha chiesto 10 miliardi e una riforma del “Memorandum” (il piano di salvataggio della Troika). A Bruxelles non c’è nessuna voglia di abbandonare la Grecia, ma di tenerla dentro. Si tratta, ed entro lunedì l’Eurogruppo (il coordinamento dei ministri finanziari dell’area euro) dovrebbe trovare un accordo che venga incontro sia ad Atene che ai “rigoristi” (Germania in testa).

I mercati hanno reagito bene: oggi la Borsa ellenica guadagna il 7,6%.

Nei giorni scorsi, con Atene sul baratro, il vertice dei ministri finanziari si era concluso con un nulla di fatto. Ieri Alexis Tsipras, al suo debutto ad un vertice Ue, ha ottenuto un confronto permanente con i tecnici della Troika (a patto di non chiamarla più così) per arrivare lunedì alla fumata bianca.

Jeroen Dijsselbloem (sx), capodell'Eurogruppo, a colloquio con Tsipras
Jeroen Dijsselbloem (sx), capodell’Eurogruppo, a colloquio con Tsipras

Ma le ultime dichiarazioni di Jeroen Dijsselbloem, capo dell’Eurogruppo, smorzano i facili entusiasmi.”Le opzioni sono, dato lo stato dell’economia, molto limitate” ha detto Dijsselbloem.”E’ molto complicato. Puoi spendere soldi solo quando li hai. La Grecia vuole tanto ma ha veramente pochi soldi per farlo. Questo è un vero problema per i greci”.

A gettare ombre ci pensa anche uno studio della Barclays Bank, la seconda banca del Regno Unito, dove sostiene che le possibilità di un’uscita della Grecia dall’euro sono più alte adesso rispetto al 2012. E individua in 61 miliardi (e non in 30-40) la reale esposizione finanziaria dell’Italia verso il Paese ellenico.

Una immediata boccata di ossigeno per Atene è arrivata dalla Bce, che ha portato a 65 miliardi, dai 59,5 precedenti, le disponibilità di liquidità a favore delle banche greche tramite il meccanismo ‘ELA’ (Emergency Liquidity Assistance).

“L’Ue cerca sempre il compromesso, questo è il suo successo” ha detto ieri Angela Merkel. “La Germania è pronta ma va detto che la credibilità dell’Ue dipende dal rispetto delle regole e dall’essere affidabili. Vedremo quali proposte farà Atene”.

La deadline è il 28 febbraio. Entro quella data si deve trovare un accordo. In caso contrario la Grecia sarebbe costretta ad andare sui mercati senza nessun tipo di paracadute e ponendo come garanzie le sue finanze disastrate. Sarebbe una catastrofe (per Atene) dalle conseguenze imprevedibili. Un fallimento per tutti, e si lavora per evitarlo.