Ucraina, raggiunto l’accordo: cessate il fuoco dal 15


Vertice-maratona di 16 ore tra Germania, Francia, Russia e Ucraina. Putin dice sì, ma invita alla resa i soldati ucraini nell’Est. E 50 tank russi superano il confine. Oggi summit a Bruxelles


Putin, Merkel, Hollande e Poroshenko al vertice di Minsk
Putin, Merkel, Hollande e Poroshenko al vertice di Minsk

Alla fine il risultato tra Russia e Ucraina è stato raggiunto: cessate il fuoco dal 15 e accordo politico globale. Resta da vedere se l’intesa faticosamente raggiunta da Merkel, Hollande, Putin e Poroshenko nel corso del conclave di 16 ore nella gelida Minsk verrà rispettata o sarà carta straccia.

Un nervoso Putin spezza una matita
Un nervoso Putin spezza una matita

La tensione è stata altissima, e più volte il negoziato ha rischiato un rovinoso naufragio. Vladimir Putin è stato “beccato” da un fotografo mentre, in preda al nervosismo, spezza una matita durante il vertice.

Nei negoziati di Minsk “ci hanno proposto diverse condizioni inaccettabili”, ma “noi non abbiamo accettato nessun ultimatum e abbiamo rimarcato la nostra posizione ferma: il cessate il fuoco deve avvenire senza condizioni preliminari” ha detto al termine della maratona diplomatica il presidente ucraino Petro Poroshenko. A Minsk si e’ raggiunto un accordo per “il ritiro di tutte le truppe straniere dal territorio ucraino” ha sottolineato Poroshenko, aggiungendo che “i mercenari devono essere ritirati”.

Stretta di mano Putin-Poroshenko
Stretta di mano Putin-Poroshenko

Putin: “Legge su status Est”. Nei colloqui di Minsk sulla crisi ucraina è stato raggiunto anche un accordo per attuare la legge sullo status speciale per l’Ucraina sud-orientale. Lo ha annunciato Vladimir Putin. “Nonostante tutte le difficoltà siamo riusciti a concordare sulle questioni principali” ha dichiarato il presidente russo, aggiungendo che Kiev deve fare un riforma costituzionale per “rispettare i diritti della popolazione dell’Ucraina dell’Est”.

È stata anche definita una “zona cuscinetto” di 50-70 chilometri sul fronte di guerra lunga con limitazioni all’uso di armi pesanti.

Merkel speranzosa. “Nella valutazione posso dire che col risultato raggiunto abbiamo chiaramente più speranza diquanta ne avremmo se non lo avessimo raggiunto. Per questo si può dire che questa iniziativa è valsa la pena” ha detto Angela Merkel alla fine del summit. 

“Io non mi illudo, noi non ci illudiamo: è necessario ancora molto molto lavoro” ha aggiunto la Cancelliera, “ma c’è una chance reale di migliorare le cose”. La Merkel ha ringraziato Hollande e ha evidenziato il ruolo di Francia e Germania come rappresentanti dell’Ue: “Tutti insieme ci siamo accordati e ci siamo imposti”.

Renzi: “Ottimo risultato”. Tra i primi a complimentarsi il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha definito un “ottimo risultato” quanto raggiunto a Minsk, aggiungendo: “Ora aspettiamo Angela e François a Bruxelles”.  Oggi infatti si terrà nella capitale belga un vertice straordinario dei Capi di Stato e di governo Ue.

François Hollande e Angela Merkel a Minsk
François Hollande e Angela Merkel a Minsk

Hollande: “Restare vigili”. L’accordo di Minsk “non garantisce che nei prossimi giorni ci sia un successo durevole” ha dichiarato il presidente francese, indicando la necessità che “continuiamo a essere vigili e ad esercitare pressioni”. Così il presidente francese François Hollande al suo arrivo al vertice Ue direttamente dai negoziati di Minsk.

Cameron: “Le sanzioni restano”. Duro con la Russia il primo ministro britannico David Cameron. “Dobbiamo essere chiari: Putin deve sapere che, a meno che non cambi comportamento, le sanzioni resteranno inalterate” ha dichiarato al suo arrivo al vertice Ue, sottolineando che “se il cessate il fuoco” concordato a Minsk “è genuino, allora è benvenuto, ma quel che conta sono le azioni sul terreno, non parole su un pezzo di carta”. La Casa Bianca ha definito l’accordo “un passo verso la pace”.

Pace vera ancora lontana. Nonostante gli accordi in Ucraina le acque non sembrano calmarsi. Le truppe ucraine hanno preso il controllo di Logvinovo, una cittadina sull’autostrada che da Artiomovsk conduce a Debaltseve, dove migliaia di soldati ucraini sono circondati dai separatisti. Lo scrive l’agenzia Unian citando la pagina Facebook di Semion Semencenko, ex comandante del battaglione ‘Donbass’ e ora deputato.

Colonna di tank russi al confine con l'Ucraina
Colonna di tank russi al confine con l’Ucraina

Tank russi sfondano confine. Una colonna militare russa formata da 50 carri armati e altri mezzi bellici avrebbe, inoltre, attraversato il confine con l’Ucraina nella notte, mentre erano in corso i negoziati di Minsk. Lo riferisce il portavoce delle forze armate ucraine, Andrii Lisenko, citato dall’agenzia Ukrinform.

“Il nemico – ha detto Lisenko – continua a rafforzare le sue posizioni a nord nella regione di Lugansk, e a Debaltseve. Nonostante le dichiarazioni delle autorità russe sull’assenza di mezzi militari russi e di soldati russi in territorio ucraino – ha proseguito il portavoce delle truppe di Kiev -, nella notte del 12 nella zona di Izvarino hanno attraversato il confine russo-ucraino circa 50 carri armati, 40 complessi missilistici Grad, Uragan e Smerch, e 40 blindati”.

Soldati ucraini ad Est “si devono arrendere”. Disarmo ancora lontano, insomma. Anche perché dai separatisti sarebbe arrivata una richiesta di resa incondizionata ai militari di Kiev presenti nelle zone controllate dai filorussi nell’Est dell’Ucraina. Si stima che i soldati a rischio siano tra i seimila e gli ottomila uomini. E lo stesso presidente russo li ha esortati in tal senso, affermando che “i ribelli si aspettano che questo gruppo deporrà le armi e smetterà di opporre resistenza”.