Effetto Tsipras: borsa di Atene in altalena, sale lo spread


Il primo ministro britannico David Cameron convoca una riunione di emergenza a Downing Street, si valuta l’impatto di un’uscita della Grecia dall’euro. Si cerca un accordo con l’Eurogruppo


La Borsa di Atene
La Borsa di Atene

Sono giorni di passione. La “cura Tsipras” non rassicura i mercati che tengono in bilico la borsa di Atene: ieri tonfo (-4,75%), oggi segnali di ripresa (+3,42). Lo spread ellenico si mantiene “monstre” a 968 punti (ieri aveva sfondato quota mille), con un rendimento oltre i dieci punti per i titoli decennali. Come termine di paragone citiamo lo spread italiano, arrivato a 126 punti sui Bund tedeschi.

Il primo ministro britannico David Cameron
Il primo ministro britannico David Cameron

Grexit. Tiene banco l’ipotesi di un’uscita di Atene dall’Eurozona. Uno scenario non escluso a prescindere, e le mosse di un Paese come la Gran Bretagna sono indicative. Ieri il primo ministro David Cameron ha convocato una riunione di emergenza a Downing Street per valutare le possibili conseguenze sull’economia di una “Grexit”, l’uscita (o la cacciata) di Atene dalla moneta unica.

Londra è particolarmente sensibile ai risvolti finanziari, essendo anche la prima borsa d’Europa. L’area Euro “resta estremamente importante per la Gran Bretagna dato che è il nostro principale partner commerciale” ha sottolineato il portavoce di Cameron, aggiungendo che “è logico che il primo ministro si prepari a una situazione in cui la crisi greca potrebbe peggiorare e un’uscita dall’euro non sarebbe più evitabile”.

Secondo il cancelliere dello Scacchiere George Osborne la crisi tra Atene e Bruxelles rappresenta un “grave rischio” per l’economia britannica. Gli analisti britannici hanno riferito a Cameron che gli effetti più rovinosi di una Grexit li subirebbero le società e le banche elleniche. Le conseguenze sarebbero state definite “devastanti”. Londra sarebbe toccata in minima parte da tutto ciò. Il vero rischio sarebbe un effetto “contagio”, con altri Paesi che lasciano l’euro scatenando una maxi-crisi finanziaria.

Jeroen Dijsselbloem (sx), capodell'Eurogruppo, a colloquio con Tsipras
Jeroen Dijsselbloem (sx), capo dell’Eurogruppo, a colloquio con Tsipras

Pacchetto Tsipras. Il primo ministro greco cerca un accordo con l’Eurogruppo (il coordinamento dei ministri finanziari dell’area euro) e ha proposto un pacchetto di quattro punti. Al primo posto la parziale rottamazione del “Memorandum”, il vecchio piano di salvataggio concordato da Atene con la Troika. Il 30% del vecchio accordo sarebbe sostituito da 10 nuove riforme da applicare con la collaborazione dell’Ocse. Al secondo punto l’abbassamento dell’avanzo primario ellenico (la differenza fra la spesa pubblica e le entrate tributarie ed extra-tributarie esclusi gli interessi da pagare sul debito) dal 3 all’1,5% all’anno. La terza misura consiste in una riduzione del debito attraverso la trasformazione dei prestiti in bond che possano essere pagati solo se il Paese cresce.

Il quarto punto riguarda la “crisi umanitaria” di Atene. Il governo Tsipras chiede a Bruxelles di poter intervenire con misure di sostegno alla popolazione come l’aumento del salario minimo a 750 euro, la concessione di elettricità e buoni pasto alle famiglie indigenti, l’aumento del limite fiscale di esenzione, il ripristino della 13° mensilità per i pensionati minimi e la sanità pubblica per tutti.

Parlando ai deputati greci il ministro della Finanze Yanis Varoufakis ha dichiarato che il governo non ah voluto “né stracciare il Memorandum né rispettarlo fedelmente”. In altre parole si cerca un compromesso, l’unica strada per salvare capra e cavoli. E forse per salvare l’Unione Europea.