Fonti curde: Mosul bombardata dalla Giordania, 55 morti


Bombe anche sulla Siria. Rapporto Onu: “Isis decapita bambini o li sotterra vivi”


Bombe su Mosul, in Iraq. E anche sulla Siria. Lo riportano fonti curde. E arrivano dopo l’esecuzione della terrorista Muath Kaseasbeh e di Ziad al-Karbouli. La Giordania ha reagito così all’esecuzione del suo pilota militare, arso vivo dai jihadisti dell’Isis. Nel raid in Iraq sarebbero morti 55 miliziani, tra cui un comandante locale denominato il «Principe di Ninive».

A dare l’ordine dell’attacco  sarebbe stato proprio re Abdullah. Il sovrano era rientrato dalla sua visita negli Usa appena appresa la notizia dell’uccisione di Muath al-Kaseasbeh. E aveva annunciato una severa risposta all’ultimo orrore dello Stato Islamico.

Non solo il suo re, sembra che tutta la Giordania abbia voglia di combattere. E’ scesa in piazza, attendendo la risposta di re Abdullah. E gli ha chiesto una reazione forte. Il portavoce del governo ha dato loro una risposta netta: “la Giordania farà tremare la terra sotto l’Isis”.

E pare che non sia esclusa la possibilità di inviare truppe speciali di terra, secondo una fonte governativa anonima citata dal quotidiano panarabo Asharq al Awsat.

CARTINA. Dov’è Mosul.

A condannare l’operato dello Stato islamico, oltre al mondo Occidentale, anche una parte del mondo arabo. Dopo le dichiarazioni dell’Imam di Al Azhar del Cairo, secondo cui i terroristi andrebbero crocifissi, arriva la reazione di Haider Al-Abadi. Il primo ministro dell’Iraq in un tweet scrive:

La Giordania e il mondo intero quindi si interrogano su come contrastare l’avanzata dello Stato islamico. E sul suo operato spunta anche un rapporto dell’ONU. L’Isis ucciderebbe, torturerebbe e violenterebbe sistematicamente bambini e famiglie di gruppi minoritari in Iraq. Questo quanto emerge dal documento. I bambini, secondo l’Onu, in molti casi verrebbero anche “crocifissi”, “decapitati” e “sepolti vivi”. Lo stesso trattamento che l’Imam egiziano vorrebbe riservare ai miliziani Isis.

E contro l’Isis la Coalizione Internazionale avrebbe agito già lo scorso 28 dicembre, con raid aerei in Siria. Uccidendo però circa 60 persone, per lo più civili tra cui minori. Il Comando centrale americano, responsabile di dirigere le operazioni della Coalizione internazionale anti-Isis, non conferma sul suo sito che vi siano stati bombardamenti.

Intanto i jihadisti avrebbero imposto la rimozione di croci e crocifissi dalle chiese di Tel Hamis, una località a maggioranza cristiana nel nord-est della Siria. Lo riferiscono media siriani delle opposizioni, che a loro volta citano fonti della Chiesa siriaca siriana e della comunità assira.