Sul debito greco, Obama si schiera con Tsipras


Il presidente Usa contro le misure di austerità in Europa. E presenta il piano di tassazione e investimenti per combattere le disuguaglianze in America


ObamaL’altra America con Alexis Tsipras. Quella di Barack Obama, che tende una mano al premier greco e leader della sinistra Syriza. “Non puoi continuare a spremere Paesi che sono nel mezzo della depressione economica”, ha chiarito il presidente deli Stati Uniti alla Cnn. Un appoggio all’esecutivo ellenico, impegnato a negoziare con Bruxelles una via d’uscita dalla crisi. E un modo per giustificare il suo piano di massicci investimenti a favore della classe media americana.

Per Obama la lotta alla disuguaglianza è una necessità. Che si combatte con l’intervento dello Stato, riforme profonde e maggiori investimenti. Puntando alla crescita economica e non al pareggio di bilancio. “Non c’è dubbio che l’economia greca aveva bisogno di riforme profonde – ha spiegato – il sistema di raccolta delle tasse era terribile. I cambiamenti dovevano essere realizzati”. Ma mettere un Paese in ginocchio non è il modo migliore per favorire la ripresa:

“È molto difficile avviare questi cambiamenti, se il tenore di vita della gente è sceso del 25 per cento. Alla lunga il sistema politico e la società non possono sopportarlo”.

L’inquilino della Casa bianca parla al vecchio e nuovo mondo. Al primo, ricorda l’esperienza americana.

“Sono preoccupato per la crescita in Europa. Certo, l’equilibrio di bilancio e le riforma strutturali sono importanti, ma quello che abbiamo imparato negli Stati Uniti… è che il modo migliore di ridurre il deficit e rimettere a posto i conti dello Stato è la crescita economica”.

Al secondo, invece, invita a osare di più. Sostegno alla domanda globale, stimolo a consumo e occupazione, investimenti in educazione, scienza, ricerche e infrastrutture. Una ricetta che prende forma nel budget 2016, la legge finanziaria presentata da Obama per il prossimo l’anno fiscale. E che prevede di aumentare le tasse sulle aziende per costruire strade e ponti, per aiutare i lavoratori danneggiati dagli accordi di libero scambio (trade adjustment assistance) e per pagare il community college agli studenti universitari. In totale, circa 238 miliardi dovrebbero essere raccolti dal fisco, con un’imposta una tantum del 14% sui profitti delle imprese realizzati all’estero e del 19% sui loro guadagni futuri.

Interventi che si scontrano con i rigidi vincoli di spesa americani, soprattutto quelli relativi ai programmi di assistenza sociale e sanitaria: un’“irrazionale austerità”, che Obama intende combattere. Da qui, l’assist per Tsipras, che una simile battaglia affronta in Europa. Da ieri, con una nuova arma: scambiare i bond ellenici con nuove obbligazioni. Le prime, indicizzate al tasso di crescita nominale dell’economia greca: una mossa che interesserebbe soprattutto gli stati creditori europei, che guadagnerebbero di più se Atene tornasse a crescere. Le seconde, possedute dalla Banca centrale europea, con titoli di debito perpetui: bond che non hanno scadenza, ma per cui il possessore riceve rendimenti più alti dei tassi di mercato.

debito Atene

Debito Atene 2Il piano, in gergo tecnico “swap”, è stato delineato dal ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, nel corso di un’intervista con il Financial Times. Non sarebbe ancora stato discusso con i funzionari dell’Eurotower e dell’Unione europea. Ma dall’aria che tira a Berlino, non sembra che la proposta verrà accolta bene. Il cancelliere tedesco Angela Markel ha già fatto sapere che non incontrerà Tsipras prima del 12 febbraio, quando sarà convocato un vertice a Bruxelles. Il diverso approccio con cui i due leader vogliono portare l’Europa fuori dal pantano li allontana e ne rende difficile ogni rapporto. Era così anche prima della vittoria di Syriza alle elezioni nazionali. Ora, però, il leader greco può contare su un nuovo alleato, sull’altra sponda dell’Atlantico.