Quirinale, Magalli: il re virale della rivoluzione sorridente


La scheda di un candidato tra il serio e il faceto, presidente virtuale della Repubblica da oltre 23mila voti


magalli12Se l’elezione del presidente della Repubblica fosse un plebiscito, lui l’avrebbe vinto. Se il Quirinale fosse la casa degli italiani, lui sarebbe l’inquilino prediletto. Se i nomi dei candidati alla successione di Giorgio Napolitano sono tanti, lui li ha sbaragliati tutti. Lui, Giancarlo Magalli, il più votato dagli italiani.

Ad incoronarlo presidente della Repubblica è stata la rete. E anche il tam tam sorto attorno ad una candidatura casuale – più giocosa che reale – alle Quirinarie de Il Fatto Quotidiano, le elezioni mediatiche indette dal sito del quotidiano per sondare gusti e gradimento dell’Italia alla vigilia del voto del 12esimo presidente della Repubblica. Un vero outsider: lui, personaggio televisivo in mezzo a nomi storici della politica nazionale. Eppure il personaggio vincente, presidente virtuale da oltre 23mila voti arrivato primo sul Rodotà “paladino” dei lettori/elettori de Il Fatto Quotidiano, staccandolo di oltre 10mila preferenze. Numeri ben più consistenti dello share dei programmi di cui è ideatore e/o volto simbolo.

Biografia. Giancarlo Magalli, romano classe 1947, prima e oltre l’onda di entusiasmo che l’ha incoronato nuovo inquilino del Colle, è innanzitutto un personaggio televisivo, con alle spalle una lunga carriera da autore di programmi di successo e presentatore. E un primato: è stato il primo animatore del primo villaggio turistico italiano, alla fine degli anni sessanta. C’è la sua firma nell’ideazione di “Non Stop” – talent scout ante litteram del 1977 – e in una decina di altri show del piccolo schermo. E il suo volto è comparso in oltre 30 trasmissioni Rai – a cominciare dal salotto de “I fatti vostri” da dove, ogni giorno, saluta un pubblico affezionato al format e alla sua simpatia bon ton a tratti dissacrante. E poi c’è il teatro: autore fuori dal palco e attore sul palco. Diplomato al liceo classico, iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche presso l’Università di Roma ed alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Messina, nei giorni del toto-Quirinale la parte sua biografia che più ha suscitato curiosità è stata quella sul servizio di volontariato che da sette anni lo lega alla Polizia municipale di Roma. E, agente onorario, Magalli va tuttora in pattuglia due notti a settimana. Raggiunti i gradi di maresciallo, di tenente, di capitano e persino di maggiore, vanta anche il titolo di carabiniere onorario. Lui che, dall’aprile del 2007, è commendatore al merito della Repubblica italiana.

Perché sì. Stando alla rete, però, a tutti questi è un’altro il vero titolo da aggiungere. Per una carica che – a dispetto di una statura fisica ridotta – lo innalzerebbe a vette elevate. Quelle di un paese in cerca di rispetto e riscatto internazionale, che di Magalli apprezza la simpatia naturale, lo spirito ironico, la verve garbatamente dissacrante che spesso interviene a sdrammatizzare situazioni da salotto tv. Ma, soprattutto, che di lui apprezza quella misura che – secondo il direttore de Il Fatto quotidiano, Antonio Padellaro – lo contrappone a un mondo di “urlatori” trasversali, dalla politica alla tv. Quei due universi che Magalli sembra saper unire e reciprocamente capire. Lui che conduce ogni giorno una trasmissione “da pensionati” ma che, apparso nei video cult dei “The Pills”, sa guardare e strizzare l’occhio ai più giovani. “Una fetta di popolazione giovanile, quella del web, ha deciso di contrapporre – scherzosamente, attenzione! – un nome a quelli che offre la politica. Non vogliono veramente che io diventi presidente, ma dicono: ‘Sarebbe meglio lui di quelli che la politica propone’”

Perché no. In omaggio a loro – a tutti coloro che lo vogliono veder salire sul Colle più chiacchierato di questi giorni – quando gli è stato chiesto di ritirarsi dalla competizione mediatica indetta da Il Fatto lui ha risposto di no. Per coerenza con quella “rivoluzione sorridente” di cui è guida, animatore e – suo malgrado – ispiratore. 70 grillini hanno promesso di scrivere il suo nome oggi pomeriggio e da una senatrice del Pd incontrata per caso in un ristorante lui stesso racconta di essersi sentito dire: “Magalli, parola d’onore: alla prima votazione, giovedì pomeriggio, io la voto sicuramente. E come me, vedrà, tanti altri. Perché un segnale anche noi dobbiamo pur darlo, non crede?”
Naturalmente le speranze reali di vederlo salire al Colle sono quantomai vicini allo zero. Tuttavia l’idea di una sua “incoronazione” a presidente della Repubblica ha animato e colorato una competizione riservata a pochi.

Punto più alto della carriera: fu chiamato d’urgenza a risollevare le drammatiche sorti di Fantastico dopo l’addio di Enrico Montesano

Punto più basso della carriera: lo show “Mi gioco la nonna“, andato in onda su Rai1 in prima serata dal 18 al 31 maggio 2012. Share basso e scarso appeal, il programma – che segnò il ritorno di magari alla conduzione – sarà chiuso dopo sole 3 puntate.

Frase famosa: All’inizio dell’ultima puntata di Fantastico, programma del 2008 di Raiuno condotto assieme a Milly Carlucci, nel corso di un collegamento esterno, alle spalle di Magalli era apparso Gabriele Paolini, lo storico disturbatore che, come sua abitudine, aveva invitato i telespettatori ad usare il profilattico. Storica l’ironica risposta di Magalli: “Se lo avesse usato tua madre, saremmo stati contenti…”. Questa frase valse a Magalli la replica di Paolini.

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