Isis, attacco hotel a Tripoli: 9 vittime, 5 stranieri


Catturato uno dei terroristi. Altri 4 si sono fatti esplodere. Mogherini: “atto gravissimo”. Ultimatum per il secondo ostaggio giapponese e per il pilota giordano


libiaSalgono a nove le vittime dell’assalto all’hotel di Tripoli. Tra loro, un cittadino americano riferisce la Nbcnews su twitter. Porta la firma dell’Isis l’attacco che ha ucciso 3 guardie di sicurezza e 5 stranieri ospiti dell’albergo Corinthia, più un’altra persona. A dirlo è il sito libanese Daily Star, che attribuisce il gesto al “Califfato di Derna”, filiale locale dello Stato islamico. Morti anche quattro terroristi, che si sono fatti esplodere. Mentre un altro è stato catturato dalle forze di sicurezza libiche.

Salvi gli italiani. Il commando, dopo aver fatto esplodere un’autobomba nel parcheggio, ha aperto il fuoco nell’albergo e si è asserragliato al 26esimo piano con ostaggi. Tutti filippini, secondo fonti locali. E tutti liberati. Salvi anche gli italiani ospiti dell’hotel.

Una vendetta. Nel mirino “diplomatici esteri”, secondo il tweet di un gruppo affiliato all’Isis. Probabilmente una risposta armata alla morte di Abu Anas Al-Libi, avvenuta il 3 gennaio in un carcere statunitense. Al-Libi era il leader di Al Qaeda, autore degli attentati del 1998 contro le ambasciate Usa di Kenya e Tanzania.

Nel mirino, la diplomazia. “È un altro riprovevole atto di terrorismo che assesta un colpo agli sforzi per portare la pace e la stabilità in Libia” commenta l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini. Che ribadisce il sostegno ai “colloqui di pace” in corso a Ginevra sotto l’egida dell’ONU e dedicati proprio al conflitto tra il governo internazionalmente riconosciuto del premier Abdullah al Thani e le forze islamiste che controllano la Tripolitania e minacciano la Cirenaica. All’hotel Corinthia si trovava proprio il premier islamista Omar al Hasi, probabilmente bersaglio dell’attentato, che è riuscito a scampare all’attentato fuggendo dal retro.

Nuovo appello dell’Isis contro l’Europa. Intanto, lo Stato islamico ha lanciato un nuovo appello dal titolo “Die in your rage” (Muori nella tua furia). “Colpite i crociati nel loro territorio e ovunque si trovino” esorta il portavoce Muhammad al Adnani. L’audio messaggio, diffuso sul web, è una “chiamata ai mujahaddin in Europa”. “Prenderemo Gerusalemme e Roma” è l’appello di  Adnani, che parla degli ultimi attentati jihadisti nel mondo occidentale: dall’attacco al museo ebraico di Bruxelles al blitz di Ottawa, dai fatti di Sydney alle stragi di Parigi.