Cuba, riappare Fidel Castro: “Soluzione pacifica con Usa”


In una lettera inviata al principale quotidiano del paese, il Lider Maximo apre al dialogo, ma precisa: “Non mi fido degli Usa”


Unknown-1Fidel Castro ha rotto il lungo silenzio in cui si era ritirato (un silenzio che ad alcuni era sembrato di morte), con una lettera resa pubblica su Granma, il giornale ufficiale del Partito Comunista di Cuba,  letta anche alla tv locale. I 70 anni dall’ingresso nella Federazione Universitaria sono l’occasione per fare il punto sulla rivoluzione più grande che abbia investito l’isola dai tempi della presa di L’Avana per mano dei guerriglieri rossi del Lider Maximo: la recentissima restaurazione di rapporti diplomatici ed economici con gli Stati Uniti.

Non ha usato espressioni tenere, Fidel, per il vecchio nemico. La lettera lo annuncia fin dall’inizio: “Non ho fiducia nella politica degli Stati Uniti e non ho scambiato una parola con loro”. Tuttavia, in considerazione delle mutate circostanze politiche e storiche, questa premessa non significa “un rifiuto ad una soluzione pacifica dei conflitti” da parte di Cuba. Perché, aggiunge il Lider 88enne “Difenderemo sempre la cooperazione e l’amicizia con tutti i popoli del mondo, tra questi i nostri avversari politici”.

“Ogni soluzione pacifica e negoziata tra gli Usa e i popoli dell’America Latina che non implichi la forza, o l’impiego della forza, deve essere affrontato – continua quindi la lettera – con i principi e le normative internazionali”. In questo senso ha fatto bene il fratello Raul, reggente della repubblica, ad avviare la svolta dello scorso 17 dicembre e a dare inizio, insieme al presidente statunitense Barack Obama, al dialogo tra Washington e L’Avana. Raul, infatti, precisa Fidel, ha compiuto “i passi pertinenti” sulla base delle “prerogative e facoltà” conferitegli dal parlamento e dal Partito Comunista.

L’apertura però non deve far dimenticare gli insegnamenti dei grandi maestri che hanno ispirato la creazione di una società comunista a Cuba: Marx e prima ancora Lenin, “altro genio dell’azione rivoluzionaria”. Sì al dialogo, insomma, ma senza dimenticare che dal 1959 Cuba è una repubblica socialista.