Usa. Agente di colore uccide afroamericano con le mani alzate


E’ successo nel New Jersey lo scorso 30 dicembre ma la notizia è stata resa nota solo ieri grazie a un video che mostra quella che sembra una esecuzione


Schermata 2015-01-22 alle 11.31.12Il poliziotto si avvicina alla macchina che non ha rispettato uno stop, intima a conducente e passeggero di alzare le mani e, dopo ripetuti inviti, esplode almeno sei colpi di pistola, ferendo a morte il passeggero sceso dalla vettura con le braccia alzate.
La vittima è Jerame Reid, 36anne pregiudicato e afroamericano. Afroamericano come Braheme Days, l’agente che lo ha ucciso.

E’ di nuovo bufera sulla polizia americana. A scatenarla, il video di quanto accaduto a Bridgeton, nel New Jersey, lo scorso 30 dicembre. Solo ieri le forze dell’ordine hanno deciso di rendere nota la notizia e pubblicare la registrazione, realizzata dalla telecamera a bordo dell’auto in pattugliamento.

Le riprese mostrano la vettura con a bordo Reid mentre attraversa la strada non rispettando lo stop. Quindi l’alt della polizia e i due agenti che scendono e circondano l’auto. Si sente la richiesta di Days di vedere la patente di conducente e passeggero e poi, quella più volte ripetuta, di alzare le mani. Dallo sportello sinistro, quello del conducente, spuntano due braccia. A destra, dove siede Reid e dove si trova l’agente Days, non si vede nulla ma si sentono solo le urla del poliziotto e la continua richiesta “Show your hands”, “Mostrami le mani”.  “Se tocchi qualcosa sei morto”, intima poi l’agente Days. Quel poliziotto, l’anno scorso, aveva arrestato Reid per possesso di droga e lo aveva fatto tornare in carcere, dopo i 13 anni scontati per aver sparato a un poliziotto.
E appena Reid apre lo sportello e scende dalla macchina disarmato e a braccia alzate, la scarica dei colpi. Almeno sei partiti dall’arma di ordinanza dell’agente di colore, uno da quello del collega, Roger Worley, bianco.

“C’è una pistola sul cruscotto” – dice Days prima di sparare per avvertire il collega dall’altro lato dell’auto. E forse per giustificare il suo gesto. Un gesto che infiamma un clima già teso. Violento come quello che, negli Stati Uniti, oggi oppone polizia e cittadinanza americana.