Ucraina: colpi di mortaio alla fermata del tram, 13 morti


A Donetsk, luogo in cui è avvenuto l’attacco, i filorussi hanno conquistato l’aeroporto, proprio nel giorno successivo all’accordo sul ritiro delle armi pesanti


A view shows a damaged trolleybus in DonetskLa guerra in Ucraina orientale, mai interrotta, è tornata a fare notizia. A Donetsk cinque colpi di mortaio sono caduti vicino a una fermata del tram. Un filobus è stato raggiunto dai frammenti. Il fuoco e le schegge hanno ucciso 13 persone, i feriti sono decine.

I portavoce dei due fronti respingono a vicenda le accuse della parte avversa. L’esercito ucraino ha fatto sapere di aver catturato 18 sabotatori accusati dell’attentato: avrebbero sparato dalle aree della città controllate dai ribelli.

Dal canto loro i separatisti della Novorossija hanno costretto i colpevoli, stavolta ucraini, a sfilare sul luogo del massacro tra ali di folla inferocite e pronte al linciaggio, al punto che i miliziani sono riusciti a stento a proteggere i prigionieri dalla furia della gente.

Le crude immagini del bombardamento alla fermata del tram di Donetsk (da Euronews)

I prigionieri ucraini accusati dai filorussi dell’attacco alla fermata del tram 

 

La diplomazia si è subito messa in moto per condannare lo spargimento di sangue. Il braccio destro di Putin per la politica internazionale, Sergej Lavrov, ha definto l’attacco “un reato contro l’umanità”. Di ritorno dal vertice “formato Normandia” di Berlino (conclusosi mercoledì sera) tra i ministri degli esteri francese, tedesco, russo e ucraino, lo stesso Lavrov ha parlato di una “provocazione volta a minare gli sforzi per ottenere una soluzione pacifica della crisi ucraina”, chiedendo ufficialmente l’apertura di un’indagine da parte degli osservatori dell’Osce.

E in effetti l’incidente di Donetsk rischia di vanificare non solo la difficile composizione delle divergenze tra Mosca e Kiev, ma anche il vero risultato concreto del vertice, annunciato dal ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier: il ritiro dalla linea del fronte delle armi pesanti di entrambi gli schieramenti.

Già, ma quale linea? Le zone investite dai combattimenti seguono le altalenanti vicende delle violenze. Così, oggi si registra un importante spostamento del fronte; le forze armate di Kiev, infatti, hanno abbandonato l’aeroporto della città, un simbolo importante della difesa ucraina, dopo ben 242 giorni di resistenza. Tra le rovine dello scalo hanno sono caduti 6 militari, mentre 16 sono stati feriti o catturati. Altri 4 civili hanno perso la vita nel corso dei bombardamenti delle ore scorse a ridosso della linea del fuoco.