Berlusconi: “Martino candidato moderati al Colle”


Dopo l’incontro con Alfano, il leader di FI lancia il nuovo nome. Renzi “boccia” Draghi. Vendola: “Sciagura per l’Italia se presidente scelto da patto del Nazareno”


Marta Cartabia, Giuliano Amato e Piercarlo Padoan
Marta Cartabia, Giuliano Amato e Piercarlo Padoan

La strada verso il Colle si fa più stretta. E, dopo l’incontro tra Angelino AlfanoSilvio Berlusconi,  spunta il nome di un candidato di area moderata: è Antonio Martino, tessera numero 2 di Forza Italia. Ad annunciarlo è il leader del partito. Sul fronte del Partito Democratico, a parlare è Matteo Renzi, reduce dall’incontro di ieri con Berlusconi. Il Premier ha dichiarato di cercare la più ampia maggioranza e ha aggiunto: “Ci sono le condizioni per eleggere al quarto tentativo il Presidente della Repubblica”.

Duro il commento del leader Sel Nichi Vendola: “sarebbe una sciagura per l’Italia” se il Presidente fosse scelto dal Patto del Nazareno, ha dichiarato. E ha aggiunto: “Il Quirinale non può essere un gioco di palazzo”.

Intanto, il toto-Quirinale non si ferma. Renzi “boccia” una possibile candidatura di Mario Draghi: “Il leader della Bce dovrebbe continuare a ricoprire il suo ruolo” ha detto. Ma a dieci giorni dalla prima votazione per l’elezione del successore di Giorgio Napolitano, i nomi continuano a moltiplicarsi.

L’ultimo è quello di Marta Cartabia, vicepresidente della Corte Costituzionale. Donna, giovane e non politica. La giurista corrisponderebbe in molti punti al profilo ideale cercato da Renzi per il Colle e potrebbe incontrare il consenso anche dell’opposizione. Cartabia, 50 anni, ha l’età minima per diventare presidente, è cattolica, di sinistra ma non troppo. Sempre dalla Consulta viene Ugo De Siervo, 72 anni, presidente emerito della stessa corte e professore di diritto costituzionale con cattedra a Firenze. La toscanità potrebbe giocare a suo favore.

CHI SALE – Nel borsino del Colle sono in risalita anche le quotazioni di un’altra donna: Anna Finocchiaro. L’ex Ds non è nuova alla politica ma non è giustizialista e potrebbe andare bene al Cavaliere. Avanzano anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che i renziani definiscono il “colpo a sorpresa”, e Walter Veltroni. Il sito di scommesse Paddy Powel dà l’ex sindaco di Roma come favorito a 6,50. Nel tabellino dei bookmakers Veltroni supera Romano Prodi, quotato a 9 ma che molti considerano ormai “bruciato”, Roberta Pinotti, 10, e Paolo Gentiloni, 11.

STABILI – Il candidato del centrodestra è l’ex premier ed ex ministro Giuliano Amato e dopo il vertice di lunedì scorso FI e Ncd hanno fatto sapere che gradirebbero anche Pier Ferdinando Casini. Tolto quest’ultimo, che incarna un’idea neocentrista che difficilmente incontrerebbe il favore della sinistra Pd, restano stabili le quotazioni di Amato. Il dottore Sottile faceva parte della rosa di Bersani alle elezioni presidenziali del 2013 e Renzi, allora sindaco di Firenze, aveva approvato. Sulla carta una larghissima maggioranza in Parlamento che permetterebbe un’ elezione anche alla prima votazione (672 sì su 1008 votanti).

CHI SCENDE – Si riducono le possibilità per l’ex ministro Sergio Mattarella. Berlusconi avrebbe detto che “gli ricorda troppo Scalfaro” e Alfano ha più volte ribadito che auspicherebbe un presidente di centrodestra. In calo gli ex segretari Pds-Ds-PD Piero Fassino e Pier Luigi Bersani.

INCOGNITA 5 STELLE – Giochi ancora aperti dunque, con l’incognita del Movimento 5 Stelle. Roberto Fico, membro del direttorio grillino, apre ai negoziati e fa sapere che: “Se verrà presentato un nome di alto profilo, lo valuteremo”. Alle Quirinarie del M5S del 2013, il più gradito dagli attivisti era risultato Stefano Rodotà. Giurista, già parlamentare e presidente del consiglio nazionale del Pds, non è detto che questa volta possa contare sul loro sostegno. Grillo stesso, alcune settimane dopo le votazioni per il Colle, aveva avuto delle divergenze con il professore al punto di definirilo pubblicamente un “ottuagenario miracolato dalla rete”.

MAGALLI RE DEL WEB – Proprio dalla rete vengono i nomi più fantasiosi. Nelle Quirinarie del Fatto Quotidiano a trionfare è Giancarlo Magalli con 7.316 voti, una provocazione della rete che porta al conduttore tv oltre il doppio dei consensi di Rodotà e quasi 5 volte più del magistrato Ferdinando Imposimato.