Obama: “Usa risorti dalla recessione, ora voltiamo pagina”


Il Presidente americano all’attacco, ottimista sul futuro del Paese. Economia, terrorismo, diplomazia, sicurezza i temi affrontati. E chiede di votare l’uso della forza contro Isis


064616786-b60e019f-815f-4fc6-82da-d318959b58b3“La crisi è superata. L’America è risorta dalla recessione”. Barack Obama spazza via ogni possibile dubbio sull’economia, in un Discorso sullo stato dell’Unione dove il Presidente degli Stati Uniti vuole lasciarsi alle spalle l'”anatra zoppa” e tornare all’attacco.

Economia, terrorismo, diplomazia, sicurezza: ieri sera, parlando al Parlamento americano e a oltre 40 milioni di cittadini, Obama ha espresso grande ottimismo sul futuro dell’America, mettendo in chiaro che non si lascerà scoraggiare dalla maggioranza dei repubblicani in Parlamento ottenuta alle elezioni Midterm, e che in questi due ultimi anni di mandato ci sono ancora molte cose da fare.

“Questi primi 15 anni del nuovo secolo sono cominciati con un attacco terroristico sulle nostre coste, sono proseguiti con due guerre lunghe e costose, e siamo stato colpiti da una terribile recessione” ha spiegato Obama. Secondo il Presidente “è ora di voltare pagina” e di “aprire un nuovo capitolo: grazie a una economia in crescita siamo più liberi di qualsiasi altra nazione al mondo di scegliere il nostro futuro”.

L’ECONOMIA. Sul tema economico sono due i punti chiave del discorso sullo Stato dell’Unione, il sesto e penultimo di Obama. Il Presidente ha promesso di aumentare le tasse ai cittadini più ricchi e alle maggiori società finanziare, oltre a nuove riforme per impedire scappatoie fiscali alle società americane che pagano le tasse all’estero. I nuovi versamenti serviranno a far abbassare le imposte per le classi più povere. Per quanto riguarda il ceto medio, Obama ha ribadito la sua importanza, ricordando che “Le politiche per la middle class funzionano e aumentano le opportunità per tutti”.

Sulla vicenda della costruzione dell’oleodotto Keystone XL, fortemente voluto dai Repubblicani e criticato dagli ambientalisti e dalle comunità dei nativi americani, Obama si è detto contrario al progetto: “Dobbiamo vedere oltre la costruzione di un singolo oleodotto. Approviamo un piano di infrastrutture bipartisan, in grado di creare molti più posti di lavoro ogni anno”.

TERRORISMO. “Chiedo al Congresso di approvare una risoluzione che autorizzi l’uso della forza contro l’Isis” ha detto Obama, più convinto che mai del fatto che l’America continuerà a “dare la caccia ai terroristi. Ci riserviamo il diritto di agire in modo unilaterale”. Per quanto riguarda i conflitti in Iraq e Siria, il Presidente americano ha dichiarato che “la leadership degli Stati Uniti e il suo potere militare stanno fermando l’avanzata dell’Isis. Invece di essere trascinati in una nuova guerra sul terreno, stiamo guidando una ampia coalizione con l’obiettivo di indebolire e poi distruggere il gruppo terrorista”.

Obama ha aggiunto che l’America “rispetta la dignità umana. Per questo ho proibito la tortura e ho cercato di limitare l’uso di alcune nuove tecnologie, come quella dei droni”. Infine, sempre sul tema dei diritti umani, Barack Obama ha annunciato che “è arrivato il momento di chiudere il carcere di Guantanamo. Non rappresenta quello che siamo”.

POLITICA ESTERA. Per quanto riguarda i rapporti con l’Iran, Obama ha dichiarato che bloccherà eventuali nuove sanzioni contro il Paese volute dal Congresso: “Garantirebbero solo un fallimento della diplomazia, assicurando che l’Iran riavvii il suo programma nucleare”. Per quanto riguarda Cuba, il Presidente ha invitato il Congresso a togliere l’embargo. “Quando fai qualcosa per cinquant’anni e non funziona, è ora di cambiare”.

SICUREZZA. Tema molto delicato quello della sicurezza informatica, al centro del dibattito americano dopo le frizioni con la Cina e la Corea del Nord. “Nessuna nazione straniera, nessun hacker, dovrebbe essere capace di paralizzare il nostro network, rubare i nostri segreti commerciali, o invadere la privacy delle famiglie americane” ha detto Obama. “Stasera sollecito il Congresso ad approvare finalmente le leggi di cui abbiamo bisogno per affrontare meglio la minaccia in continua evoluzione degli attacchi digitali”.

CLIMA. Grande attenzione anche sul tema del riscaldamento globale e dei disastri climatici. Obama ha ricordato che secondo il Pentagono si tratta di “un rischio immediato per la sicurezza nazionale. Se non agiamo in modo energico contro i cambiamenti climatici, continueremo a veder crescere il livello degli oceani e le temperature. E vedremo aumentare siccità, alluvioni e caos”.

Il discorso ha scatenato le reazioni dell’opinione pubblica e degli attori internazionali. Forti critiche sono arrivate dai repubblicani, che parlano di un discorso con il quale è chiaro che “l’America ha bisogno di guardare oltre la presidenza Obama”. Dure critiche sono anche arrivate dalla Russia: il ministro degli Esteri Lavrov ha dichiarato che il discorso di Obama dimostra che “gli Stati Uniti vogliono dominare il mondo” e che “la mentalità da Guerra Fredda non è mai scomparsa.

 IL DISCORSO INTEGRALE:

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