Mosca risponde all’Occidente: “La Russia non si auto-isolerà”


Così il ministro degli esteri russo Lavrov al discorso annuale sui risultati diplomatici. E rivolto a Kiev: “Non ci sono soldati russi in Ucraina. Chi accusa deve mostrare le prove”


images-1Appena concluso l’anno in cui i rapporti tra la Russia e l’Occidente hanno raggiunto i livelli più critici dalla Guerra Fredda, il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov fa il bilancio dei risultati della diplomazia di Mosca nel 2014.

Non troppo entusiasmanti, a dire il vero, se non nel senso di aver alimentato un processo di progressivo isolamento dell’Orso eurasiatico. Colpa in primo luogo degli Stati Uniti, “assolutamente non critici nei confronti delle proprie iniziative”, come dimostrato martedì dal discorso di Obama sullo stato dell’Unione, il quale dimostra che “il nucleo della loro filosofia è ‘noi siamo il numero uno e tutti gli altri lo devono accettare’”. Inevitabile, quindi, un serio deterioramento delle relazioni tra i due paesi.

Fosse per lei, la Russia non avrebbe alcuna intenzione di sbarrare le porte alla collaborazione con l’Europa e gli Usa. Ma, ha proseguito Lavrov, “abbiamo sentito dire dai nostri partner occidentali che il nostro paese deve essere isolato. Barak Obama l’ha appena ripetuto. Queste intenzioni non si realizzeranno. Valdimir Putin ha affermato che la Russia non si chiuderà mai in un auto-isolamento”.

Sempre rivolto a Ovest, Lavrov ha anche smentito seccamente le accuse rivolte dal governo ucraino. Mentre riprendono gli scontri nei territori coinvolti dalla sollevazione, secondo Kiev truppe russe avrebbero nuovamente violato il territorio nazionale con soldati e armi a sostegno dei ribelli nell’est del Paese. Si sarebbero anche rese protagoniste di un attacco alle forze ucraine. “Lo ripeto sempre: se si è così sicuri di quanto si dice, si deve presentare i fatti. Ma nessuno può farlo; oppure, forse, non vuole”.

Certo, rimangono sul tavolo negoziale alcuni problemi: i filorussi occupano un territorio più vasto di quello su cui si era raggiunto l’accordo nella tregua di settembre. Sono giunte tuttavia rassicurazioni dai capi degli insorti, come a sua volta Lavrov assicura all’Occidente, i quali si sono impegnati a retrocedere entro le linee di occupazione fissate a Minsk.

Nessuno vuole riesumare il cadavere della Guerra Fredda, specialmente Mosca. Che fare però se “la Nato ha seguito gli Stati Uniti nella loro politica di confronto, fermando la collaborazione civile e militare? Si tratta di una decisione assolutamente politicizzata”.

La tensione rimane ancora altissima, non si vedono mutamenti sostanziali nelle posizioni. Come a dire: se il 2014 è stato l’annus horribilis delle relazioni diplomatiche con l’Occidente, il 2015 sarà anche peggio.