Roma 2024, anche il Vaticano vuole le Olimpiadi


Il progetto del Coni prevede di svolgere alcune discipline in altre città del Paese. E il cardinale Martins candida la Chiesa: “Lo sport è uno dei cavalli di battaglia di Papa Francesco”


papa-francesco_h_partbIl tiro dell’arco delle Olimpiadi davanti alla Basilica di San Pietro, nella piazza più famosa del mondo. Fantascienza, come le gare di lotta nell’arena del Colosseo. O forse qualcosa in più d’una semplice suggestione in vista dei possibili Giochi di Roma 2024. Le nuove regole varate dal Cio permettono di svolgere alcune discipline in altre città, e persino altri Paesi. E la pazza idea piace tanto al Vaticano, come ha già fatto fatto sapere il cardinale José Saraiva Martins: “La Chiesa ha sempre promosso i valori dello sport. Anche Papa Francesco potrebbe approvare il progetto”. E un alto funzionario del Vaticano avrebbe suggerito anche “la residenza estiva del Papa a Castel Gandolfo”: “Sarebbe perfetta e porterebbe nuova energia nella zona nei pressi del Lago Albano”.

A lanciare la proposta è stato un articolo del quotidiano inglese Times, all’indomani dell’annuncio ufficiale da parte di Matteo Renzi della candidatura di Roma all’edizione del 2024. Nei piani del Coni, la 33esima edizione dei Giochi dovrebbe essere l’Olimpiade dell’Italia intera, e non solo della Capitale: il premier ha già parlato di Napoli, Firenze e la Sardegna, il presidente del Comitato olimpico Giovanni Malagò aveva citato anche il nord e Milano. Tutti vogliono un pezzettino delle Olimpiadi: anche Torino e Verona si sono immediatamente fatte avanti. E fra i tanti candidati c’è anche il Vaticano.

Fino ad oggi le Olimpiadi sono sempre state una manifestazione legata ad una singola città. Ma l’ultima riforma dei Giochi, varata del Cio per andare in direzione di un contenimento dei costi (esplosi a livelli insostenibili negli ultimi anni), prevede varie novità, tra cui la possibilità di organizzare la rassegna in collaborazione con altre città, o addirittura altri Stati. Appunto il caso di Città del Vaticano.  E la Chiesa sembra pronta a cogliere l’occasione a cinque cerchi, come spiegato dal cardinale Martins.

“La proposta mi pare ottima. Finora non è mai successo, ma la Chiesa ha sempre incoraggiato lo sport come veicolo di valori sani. Penso proprio che Papa Francesco potrebbe approvarla, perché questo è uno dei suoi cavalli di battaglia”.

Del resto, non è un mistero la grande passione del Pontefice per lo sport. Se Papa Wojtyla era provetto sciatore, Bergoglio si è spinto anche oltre, andando più volte allo stadio per vedere le partite della sua squadra del cuore, il San Lorenzo, e festeggiando l’ultimo scudetto vinto dal club di Buenos Aires proprio nell’anno delle sua elezione. Per questo l’idea di Olimpiadi al Vaticano prende corpo.

Certo, restano diversi ostacoli al progetto. Logistici, realistici, e anche normativi. Il nuovo regolamento prevede che alcune gare possano svolgersi in altre città, ma solo per quel che riguarda le fasi preliminari. Le medaglie vanno comunque assegnate a Roma. Per questo ad essere “delocalizzate” saranno soprattutto discipline come calcio, volley, basket: sport di squadra con un girone prima delle finali. E difficilmente il Vaticano, che offre molti spazi suggestivi ma poche strutture, potrebbe ospitarli. Il progetto, insomma, rischia di essere destinato a rimanere solo un sogno. Anche se venerdì, proprio a San Pietro, Papa Francesco incontrerà il mondo dello sport e i vertici del Coni. E chissà che non possa essere l’occasione per gettare le basi per un altro annuncio clamoroso: dopo Roma, anche il Vaticano olimpico.