Sms di Buzzi: Buon anno pieno di monnezza, profughi, sfollati


Questo l’augurio del “re” delle cooperative che speculava sulle emergenze. Immigrati, campi nomadi, alloggi sociali: Buzzi presente in ogni “affare”


“Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale”

video_n._5-2Ecco l’sms di buon Capodanno che Salvatore Buzzi, il boss delle cooperative e braccio destro dell’ex Nar Massimo Carminati – entrambi arrestati per associazione mafiosa e corruzione aggravata nell’inchiesta Mafia Capitale – inviava agli amici più stretti. A riferirlo oggi è il Corriere della Sera.

Un augurio speciale, intercettato dai carabinieri del Ros sul telefonino di Buzzi. Tra i destinatari del messaggio c’era anche Angelo Scozzafava, in quel periodo direttore del dipartimento Promozione dei servizi sociali e della salute del Campidoglio. Era proprio lui, come hanno spiegato i magistrati, il “promotore di attività a favore del gruppo presso altri organi dell’amministrazione comunale, per spingere su finanziamenti a favore del campo nomadi”.

Un’intercettazione choc quella di Buzzi, che fa tornare alla mente la telefonata in cui il costruttore Francesco De Vivo Piscicelli, il giorno dopo il tragico terremoto dell’Aquila, riferiva al cognato: “Io ridevo stamattina alle tre e mezzo dentro al letto”.

Le mani di Buzzi sulla cooperazione sociale. Quattro mesi dopo il vergognoso sms Buzzi, in una conversazione stavolta registrata da microspie il 20 aprile 2013, rivelava: “Noi quest’anno abbiamo chiuso… con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi… gli utili li abbiamo fatto sugli zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati. Tutti gli altri settori finiscono a zero”. In un’altra telefonata Buzzi disse: “Tu hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”.

Da Repubblica.it

 

 

 

Oltre all’accoglienza di profughi e rifugiati, tra i settori che il re delle cooperative preferiva c’era quello dei rifiuti, quello della crisi abitativa e della manutenzione di aree verdi. Perfino in un’emergenza come quella della forte nevicata romana del 2 febbraio 2012 Buzzi, secondo le accuse, sarebbe riuscito a lucrare. Come? Secondo gli investigatori con una tangente da 40 mila euro per Claudio Turellaresponsabile del servizio di Programmazione e Gestione Verde Pubblico del Comune di Roma.

Per finire il “business” dei migranti che sbarcano sulle nostre coste attraverso il controllo del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Corpani Marina, in provincia di Catanzaro, gestito nel 2008 e 2009 proprio dalla cooperativa di cui Buzzi era presidente, la “29 giugno”. La speculazione viaggiava da Roma alla Calabria. Da Mafia Capitale all’ndranghera – l’anello di congiunzione, secondo gli inquirenti, erano Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, collaboratori di Buzzi arrestati ieri-. Così il controllo del Centro attraverso l’appalto da 1.300.000 euro vinto da Buzzi, sarebbe arrivato grazie ai favori del clan Mancuso. In cambio Buzzi aveva concesso ai calabresi l’appalto per la pulizia del mercato romano di piazza Vittorio.

E ancora, l’ombra di Mafia Capitale calata anche sulle tensioni del quartiere romano di Tor Sapienza. Con le pressioni fatte alla cooperativa “Il sorriso” per la gestione degli appalti dei richiedenti asilo e per quello che secondo Buzzi doveva essere un vero e proprio controllo sulla gestione dei minori stranieri nei centri. Una rete di emergenze sociali fittissima, stravolta dalle infiltrazioni mafiose.