Mo: scontri a Ramallah, morto ministro palestinese


Ziad Abu Ein è deceduto nell’ospedale della città durante le tensioni con l’esercito israeliano. Abu Mazen: “Una barbarie”


B4fWW11CUAIEQkdIl ministro palestinese Ziad Abu Ein è morto in seguito agli scontri avvenuti in un villaggio vicino Ramallah tra esercito israeliano e alcune decine di palestinesi. L’uomo, 55 anni, era a capo del dicastero che si occupa di monitorare l’occupazione, ed era responsabile della commissione dell’Autorità Nazionale Palestinese contro il muro di separazione e gli insediamenti.

Il leader palestinese Abu Mazen ha definito la morte del ministro “una barbarie”, aggiungendo che l’Anp avvierà” i necessari passi dopo aver appreso i risultati delle indagini sulle circostanze della morte”. Il ministro degli Esteri Riyad al-Maliki ha tuonato che “Israele pagherà per l’uccisione”. Dure anche le parole del capo negoziatore palestinese Saeb Erekat: “L’uccisione del ministro Abu Ein è un ulteriore esempio delle feroci e arroganti azioni commesse da Israele contro i palestinesi”. Abu Mazen ha infine indetto tre giorni di lutto in tutti i Territori Occupati.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Unione Europea, con le parole dell’Alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini: “Le notizie sull’uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza israeliane sono estremamente preoccupanti” ha detto Lady Pesc. “Chiedo un’immediata inchiesta indipendente sulla morte del ministro Abu Ein”. La Mogherini ha infine espresso condoglianze alla famiglia del ministro. Il Presidente israeliano Benjamin Netanyahu non ha commentato la vicenda. Lunedì prossimo si vedrà con John Kerry a Roma, dove probabilmente si parlerà anche della crisi in Medio Oriente, insieme alla vicenda della risoluzione presentata dai palestinesi per la fine dell’occupazione israeliana entro il 2016.

Gli incidenti sono avvenuti nel villaggio di Turmus Aya, a pochi chilometri da Ramallah. In questa zona alcune decine di palestinesi si sono diretti verso dei terreni confiscati da Israele per costruire nuovi insediamenti, con l’obiettivo di piantare alberi di ulivo in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani.

Secondo quanto riferito da un membro di alto rango di al-Fatah, Ziad Abu Ein sarebbe stato colpito da un candelotto lacrimogeno lanciato dai soldati israeliani che volevano disperdere la folla. Un portavoce dell’Anp ha aggiunto che il gas avrebbe intossicato il ministro, procurandogli difficoltà respiratorie. Tuttavia l’ospedale ha riferito una versione differente, che parla di alcuni colpi violenti alla testa e al petto come causa del malore. Ziad Abu Ein è entrato in coma e dopo essere stato trasportato nel Centro medico di Ramallah, è morto dopo pochi minuti.

Una nuova morte che alimenta le tensioni scatenate dall’uccisione nei giorni scorsi di dieci israeliani e uno straniero, vittime di attacchi palestinesi, anche a Gerusalemme. Intanto il portavoce militare israeliano Peter Lerner ha dichiarato che l’esercito “sta indagando sulle circostanze della morte di Ziad Abu Ein”, aggiungendo che un team di esperti proveniente dalla Giordania valuterà le circostanze della morte del ministro. Nella squadra ci sarà anche un patologo israeliano.