Andrea Loris, tutti gli indizi contro Veronica Panarello


I pm parlano di “gravi indizi di colpevolezza”, ma durante l’interrogatorio la donna, ora traferita al carcere di Catania, ribadisce la sua innocenza


l43-veronica-panarello-loris-141209102241_mediumLe ultime ore di Veronica Panarello sono un filmato in bianco e nero, come quello che mostra la sua Polo blu dirigersi verso il Vecchio Mulino, dove è stato ritrovato il corpo del piccolo Loris Stival. Filmati, intercettazioni, tempi che non tornano. Nonostante quanto sostenuto dalla donna, infatti, il bambino non sarebbe mai salito sulla macchina per andare a scuola. Le telecamere ritraggono la madre uscire con l’altro figlio e rientrare a casa dopo circa un quarto d’ora.

Ma scatenare i dubbi dell’accusa sono i 36 minuti successivi; stando ai filmati Veronica in quei momenti, che secondo l’autopsia potrebbero coincidere con la morte di Loris, era a casa con il bambino. Quando esce a bordo della sua Polo imbocca una strada che porta verso il mare: poco dopo due filmati ritraggono la sua auto a cento metri dall’imbocco che va verso il Vecchio Mulino. Lei continua a urlare la sua innocenza dal carcere di Catania, in cui è stata portata ieri con l’accusa di omicidio aggravato.

“Quelle immagini non dimostrano nulla, mi state facendo vedere delle ombre”, ripete ai pm e al capo della Procura di Ragusa, Carmelo Petralia. Cinque ore di interrogatorio per respingere l’accusa di essersi “resa responsabile dell’omicidio del proprio figlio, con modalità di elevata efferatezza e sorprendente cinismo”. Secondo quanto scrivono i pm, infatti, siamo in presenza di “gravi indizi di colpevolezza”, ma il legale della Panarello, Francesco Villardita, parla di indagini “frettolose”.

Eppure in questa storia sono ancora molte le circostanze da chiarire, a partire dalle fascette da elettricista che secondo l’autopsia avrebbero provocato la morte del bambino per soffocamento. In base alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, qualche giorno dopo l’omicidio la Panarello avrebbe consegnato alle maestre un pacco di bande identiche a quelle che hanno ucciso Loris.

E poi il mistero degli slip. Il corpo del bambino è stato ritrovato con i pantaloni slacciati e senza niente sotto, facendo subito pensare a un delitto a sfondo sessuale. Dopo due giorni dall’omicidio, un paio di slip simili a quelli indossati da Loris vengono ritrovati nell’angolo vicino alla scuola. Sono i suoi? La mamma dice di no. Ma soprattutto, chi li ha portati lì? La scientifica sta portando a termine le analisi del caso.

L’omicidio resta ancora senza movente: perché la madre avrebbe ucciso il bambino e poi “suggerito” alle maestre l’arma del delitto? In attesa che il gip decida se confermare o meno l’arresto Veronica resta in carcere, dove ieri è stata accolta dalle urla di disprezzo dei detenuti. Una donna sola, come l’hanno sempre descritta gli abitanti di Santa Croce Camerina, ora scaricata anche dalla sua famiglia.