Mafia, impiccati due cani giornalista Pino Maniaci


I due animali forse avvelenati. Maniaci è direttore della piccola tv anti-mafia Telejato con sede a Partinico in provincia di Palermo. Giornalista già minacciato in passato


Pino Maniaci, giornalista e direttore della tv locale Telejato
Pino Maniaci, giornalista e direttore della tv locale Telejato

Due cani malmenati e impiccati a una recinzione, come atto intimidatorio nei confronti del giornalista Pino Maniaci.

L’episodio è accaduto il 3 dicembre nella contrada Timpanella a Partinico, un comune siciliano in provincia di Palermo, nell’abitazione del direttore di Telejato, la piccola emittente che si occupa di cronaca locale e di mafia. Solo pochi giorni fa l’auto del giornalista era stata incendiata da ignoti.

I due animali, un pastore belga e un setter ritrovati in giardino uno accanto all’altro, potrebbero essere stati avvelenati prima e impiccati poi. Sul caso ora indagano i Carabinieri, presenti al momento del ritrovamento perché impegnati nel servizio di custodia di Maniaci. Il giornalista, infatti, è sotto tutela a causa delle tante minacce subite nel corso degli anni, per il suo lavoro d’inchiesta.

“E’ da alcuni giorni che ci occupiamo dello spaccio di cocaina. La droga in questi ultimi mesi scorre a fiumi nel comprensorio. A qualcuno queste nostre denunce non sono andate giù”. Così Maniaci ha commentato l’accaduto a Repubblica Palermo.

E sul sito della tv palermitana si legge: “Come sempre non ci sono parole per descrivere la cattiveria delle persone. Anche questa volta vi posso dire per certo che Telejato non si ferma e che i responsabili risponderanno per le loro azioni se non alla giustizia alla divina provvidenza”.

Anche il presidente del Gruppo siciliano dell’Unione nazionale cronisti italiani (Unci), Leone Zingales, ha espresso la piena solidarietà nei confronti del giornalista difendendo la libertà di fare informazione: “Si tratta dell’ennesima intimidazione vigliacca – ha affermato – timbrata da chi pensa in questo modo di potere ostacolare il lavoro di chi fa bene il proprio mestiere”. “Nessun bavaglio e nessuna intimidazione – ha aggiunto – potranno mai bloccare il lavoro di coloro che, come Maniaci, con serietà e professionalità credono nel vero giornalismo”.

L'auto di Pino Maniaci data alle fiamme il 29 novembre da ignoti. Sull'accaduto indagano i Carabinieri della coompagnia locale di Partinico
L’auto di Pino Maniaci data alle fiamme il 29 novembre da ignoti. Sull’accaduto indagano i Carabinieri della coompagnia locale di Partinico

I precedenti – Questo episodio d’intimidazione nei confronti del direttore di Telejato (tv che rilevò nel 1999) non è isolato: lo scorso 29 novembre, infatti, una vecchia Bmw in disuso di sua proprietà era stata incendiata vicino alla sede dell’emittente. In quel caso, Maniaci aveva minimizzato spiegando che si trattava di una semplice bravata. “Credo che si tratti di un atto vandalico, la macchina è in disuso e nel tempo è stata danneggiata – aveva precisato – C’erano un finestrino e due fari frantumati”. I Carabinieri della compagnia locale sono comunque al lavoro per cercare di identificare chi ha appiccato le fiamme, anche esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Un’altra sua vettura fu incendiata nel luglio del 2008, sempre a pochi passi dalla sede della tv di Partinico. Mentre nel gennaio dello stesso anno, Maniaci fu vittima di un pestaggio da parte del figlio di un boss. Per questo fu deciso di metterlo sotto tutela. Dal 2008 a oggi, si sono susseguite diverse minacce anche scritte.

E dalla parte di questo coraggioso giornalista si sono schierati più volte l’Ordine dei giornalisti e l’opinione pubblica, perfino quando nel 2009 fu processato per esercizio abusivo della professione. In quell’occasione Enzo Iacopino, attuale segretario dell’Odg, disse “Non è la tessera dell’Ordine a fare di una persona un giornalista”. Mentre cittadini, organizzazioni laiche ed ecclesiali e associazioni hanno promosso l’iniziativa “Siamo tutti Pino Maniaci”.

I dati – Pino Maniaci è menzionato nei rapporti di Ossigeno per l’Informazione, l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia, promosso dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) e dall’Odg. Compare anche nell’elenco 2014 per gli episodi citati. E fa parte dei 366 giornalisti minacciati nei primi 337 giorni del 2014. In tutto, dal 2006, sono stati 2091 gli addetti del settore (tv, carta stampata, radio) le vittime d’intimidazioni, querele e addirittura aggressioni fisiche.

Database Ossigeno Informazione aggiornati al 31 ottobre 2014

 

Il direttore di Telejato, proprio per il suo coraggio, il 3 maggio 2014 è stato inserito, insieme al giornalista dell’Espresso Lirio Abbate, nella lista dei “100 eroi dell’informazione”, stilata dall’organizzazione no profit Reporters Sans Frontières.

“Un tributo al coraggio dei giornalisti e blogger che costantemente sacrificano la propria sicurezza, e a volte anche la vita, alla loro vocazione”.