Ferguson: Obama annuncia 50.000 telecamere per agenti


I dispositivi costeranno 75 milioni di dollari. Intanto, calano le proteste dopo la decisione del Grand Jury di non incriminare Darren Wilson


Settantacinque milioni di dollari per l’acquisto di 50.000 telecamere da far indossare alle forze dell’ordine americane.

A presentare la proposta, come parte di una riforma più ampia del corpo di polizia, è stato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che ha voluto affrontare seriamente il caso Ferguson confrontandosi anche con i cittadini.

Il 1° dicembre, Obama ha incontrato i membri del governo, i funzionari eletti, i leader dei diritti civili, e delle forze dell’ordine, e i giovani di Ferguson. E al termine di una lunga giornata di colloqui alla Casa Bianca ha presentato quattro punti che il governo federale sta seguendo per migliorare il rapporto tra comunità locali e polizia.

La testimonianza di Brittany Packett, membro della Commissione Ferguson e presente all’incontro alla Casa Bianca del 1° dicembre (Video CNN)

I quattro punti – Il Presidente degli Stati Uniti chiede, innanzitutto, al Congresso di sbloccare una cifra piuttosto ampia che dovrebbe permettere ai dipartimenti locali di polizia di comprare decine di migliaia di dispositivi “body cameras”, in grado di filmare gli interventi degli agenti. Secondo i calcoli, ogni telecamera costerà all’incirca 1.500 dollari. Ma questi 75 milioni di dollari sarebbero solo una parte di un investimento maggiore: ben 263 milioni di dollari per riformare il settore.

bodycam-3Questa decisione s’inserisce nel primo punto, che riguarda i nuovi “metodi di controllo della comunità” e, in particolare, la fase di addestramento delle forze dell’ordine. Obiettivo? Formare correttamente gli agenti, per fare in modo che sappiano affrontare gli scontri.

Il secondo punto consiste nel limitare la militarizzazione delle forze di polizia, con un riferimento diretto alla gestione delle proteste di Ferguson. Un dossier, commissionato da Obama, stabilirà se l’uso della forza da parte del governo federale sia stato legittimo. In un secondo momento, saranno fissati dei limiti sugli equipaggiamenti degli agenti e la trasparenza dei mandati.

Gli ultimi due punti riguardano invece il rapporto tra polizia e cittadini: da una parte il procuratore generale incontrerà gli agenti in tutto il paese, dall’altra sarà istituita una Task Force per studiare delle possibili soluzioni, così da evitare nuove tensioni.

Si tratta di un gesto importante da parte di Obama e molti di questi provvedimenti sono stati auspicati più volte anche in Italia (si pensi al numero identificativo sul casco dei poliziotti). Ma è ancora aperta la ferita nella comunità nera dopo che solo una settimana fa l’agente di polizia Darren Wilson era stato scagionato dall’accusa di omicidio.

Il 24 novembre il Grand Jury aveva stabilito che non c’erano prove sufficienti per incriminare l’agente e che, quindi, Wilson non sarebbe andato a processo per aver sparato al diciottenne disarmato Michael Brown lo scorso agosto, nella frazione di St. Louis in Missouri. Subito erano scoppiate numerose proteste (a Ferguson, Chicago, New York, Washington, Baltimora, San Francisco e Seattle), culminate in nuovi scontri che avevano messo a ferro a fuoco la cittadina americana.

Video delle proteste a Ferguson (da Vice News):

E la scorsa domenica, dopo una sentenza da molti giudicata razzista, cinque giocatori neri di una squadra di football di St. Louis avevano espresso solidarietà nei confronti della famiglia di Mike entrando in campo con le braccia alzate.

“Non voglio che le persone della comunità sentano che abbiamo chiuso un occhio sul problema”, aveva affermato il giocatore Kenny Britt in quell’occasione.

Se nei giorni scorsi la protesta dilagava in diverse città americane e Wilson affermava la sua innocenza, al momento la situazione sembra più tranquilla. Tanto che la Guardia nazionale del Missouri ha ridimensionato le sue operazioni nell’area di St. Louis, anche se rimarrà a sostegno della polizia di Ferguson e delle altre zone coinvolte. Lo ha annunciato il governatore del Missouri, Jay Nixon, in un comunicato.

“Mentre la Guardia inizia a ridimensionare le sue operazioni – ha spiegato – la Missouri State Highway Patrol continuerà  a lavorare a stretto contatto con le forze dell’ordine locali per proteggere le vite e le proprietà a Ferguson e in tutta la regione di St. Louis”.

Al momento, gli agenti in servizio sono 1.300. All’inizio, erano stati allertati 700 membri della Guardia, ma il numero era aumentato fino a 2.200 per via delle proteste sempre più violente con negozi e auto dati alle fiamme e saccheggi.