Mafie bianche a Roma: “Adesso alza la voce!”


La Capitale come laboratorio di mafie, ma anche di modelli di contrasto. Il 26 novembre è stato presentato il Terzo Rapporto dell’Osservatorio Luiss sulla legalità


Il Lazio è la seconda regione più coinvolta d’Italia per riciclaggio di denaro da parte delle mafie. Al primo posto non ci sono la Sicilia, la Calabria o la Campania (che è al terzo posto), ma la Lombardia. Il Lazio è addirittura la prima per operazioni finanziarie sospette. E negli ultimi tre anni, i sequestri e le confische in questa regione sono passati da 32 a 85.

 

 

Questi dati preoccupanti emergono dal Terzo rapporto dell’Osservatorio Luiss sulla legalità dell’economia, presentato il 26 novembre alla conferenza “Adesso alza la voce! Mafie bianche: la morsa del riciclaggio sul tessuto economico di Roma”. All’incontro erano presenti anche il Presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio Gianpiero Cioffredi, il Prorettore Luiss Paola Severino, il Capo della Procura della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone e il Colonnello Comandante Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma Cosimo Di Gesù.

Fino a poco tempo fa si pensava che Roma e la Mafia fossero due binari paralleli destinati a non incontrarsi mai. L’Osservatorio ha come obiettivo proprio raccontare l’espansione della criminalità organizzata nell’area laziale, perché tutti sappiano che la mafia non è più radicata solo al Sud, ma si sta espandendo in tutta Italia. Se la percezione della presenza della mafia nel centro Italia è appannata, i numeri dimostrano che il problema è reale ed è molto più diffuso.

Dati:

I dati riportati nel Rapporto dell'Osservatorio sono stati forniti dalla Direzione Nazionale Antimafia, dall'Unità informazione finanziaria della Banca d'Italia, dalla Direzione investigativa Antimafia e dalla Commissione parlamentare Antimafia
I dati riportati nel Rapporto dell’Osservatorio sono stati forniti dalla Direzione Nazionale Antimafia, dall’Unità informazione finanziaria della Banca d’Italia, dalla Direzione investigativa Antimafia e dalla Commissione parlamentare Antimafia

 

La criminalità organizzata “ha cambiato volto e si è ripulita”, come ha spiegato nel corso della conferenza la responsabile dell’Osservatorio Chiara Rosa Blefari: “Non è più la mafia delle stragi e delle mattanze, ma opera sempre di più nel tessuto economico. S’infiltra nei locali della bella vita, nei bar, nelle sale giochi e attraverso il sistema dei prestanome riesce a far sembrare lecito quello che lecito non è”.

Per inserirsi nell’economia del Lazio, spiega il Rapporto, le associazioni mafiose si muovono in due modi: o spostandosi dalle terre d’origine (Sicilia, Calabria e Campania) radicandosi nel territorio laziale e nella Capitale, o operando autonomamente come accade con le famiglie autoctone. È il caso dei Fasciani a Ostia, che dopo un periodo di convivenza con un clan siciliano, l’hanno estromesso dal litorale romano.

Il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, che dal suo insediamento nel 2012 ha intensificato l’attività di repressione delle cosche criminali nella Capitale e non solo, ha fatto riferimento a tre operazioni recenti che hanno portato alla luce queste attività : “Alba Nuova” a Ostia, “Bad Brothers 2” a Latina e “Trent’anni” nella Capitale.