Israele, Netanyahu annuncia: subito alle elezioni anticipate


Licenziati il ministro delle Finanze e della giustizia. Sempre più difficile, infatti, il dialogo tra il premier e Lapid e Livni


netanyahuIsraele verso le elezioni anticipate? La risposta è sì, e a chiarire i dubbi delle ultime ore è stato proprio il primo ministro Benjamin Netanyahu. Nel pomeriggio, infatti, il premer ha “licenziato” Yair Lapid e Tzipi Livni, rispettivamente ministro delle Finanze e della Giustizia, e annunciato: “Subito alle urne“. Ai due esponenti di governo, infatti, il primo ministro rimprovera di aver “osteggiato e sabotato le proposte dell’esecutivo”.

La naturale scadenza della legislatura era prevista per novembre 2017, ma con la fine anticipata gli israeliani potrebbero essere chiamati al voto già tra marzo e aprile del prossimo anno. La causa, l’ultimatun del premier al ministro delle Finanze: congelare il progetto di legge sull’Iva allo 0% per l’acquisto di una casa. Un incontro difficile tra i due, dunque, quello di lunedì scorso, in cui il premier aveva avanzato anche altre due richieste. Al partito centrista Yesh Atid, guidato proprio da Lapid, aveva chiesto l’appoggio per un aumento di oltre 1,5 mld di dollari del bilancio della Difesa, per coprire le spese causate dai 50 giorni di guerra nella Striscia di Gaza. Poi, lo stop alle critiche per la costruzione di nuovi alloggi israeliani a Gerusalemme Est.

Smetta di sabotare il lavoro del mio esecutivo“, aveva intimato Netanyahu al leader centrista. Sul tavolo della discordia anche una futura legge, piuttosto controversa, che dovrebbe definire Israele come “Lo Stato nazionale del popolo ebraico” e non più “Stato ebraico e democratico”. Ma il ministro delle Finanze aveva detto no, e con lui si era schierata anche l’altro ministro licenziato, Tzipi Livni, leader del secondo partito di centro HaTnuha.

Al termine di questo braccio di ferro durato circa un’ora, era stato proprio Netanyahu ad aver diffuso un breve comunicato stampa: “Se continuerà questo tipo di comportamento senza precedenti da parte di alcuni ministri del governo, non ci sarà nessun’altra possibilità rispetto a nuove elezioni”. Dichiarazioni oggi divenute realtà.

Ma se si dovesse tornare alle urne Netanyahu potrebbe perdere l’appoggio dei conservatori e quindi di una maggioranza solida in Parlamento. Il partito conservatore Shas ha proposto di organizzare al più presto una riunione tra i principali leader politici, per accordarsi sulla data delle nuove elezioni, specificando di non avere intenzione di appoggiare l’attuale esecutivo se l’alleanza con lo Yesh Atid verrà meno.

Secondo il quotidiano nazionale Haaretz, comunque, nemmeno Lapid avrebbe grandi possibilità di guidare una nuova coalizione. Anche in questo caso, sarebbero sempre i partiti conservatori a non essere interessati a simili condizioni. Il ministro delle Finanze, intanto, aveva bollato il comportamento del premier come “irresponsabile”. “Gli israeliani comprendono ora che alla guida del governo c’è un primo ministro che non mantiene le sue promesse e che preferisce la sua personale sopravvivenza ai loro interessi”, aveva concluso.