Disoccupazione record al 13,2%. Mai così alta dal 1977


Aumenta il tasso di disoccupazione. Difficoltà soprattutto per i giovani: quasi 700mila in cerca di lavoro. Il Ministero del Lavoro: oltre 400 mila nuovi contratti a tempo indeterminato


UnknownMala tempora currunt, dicevano i latini. I dati sul tasso di disoccupazione resi noti oggi dall’Istat non lasciano dubbi: 13,2%, in aumento di 0,3 punti rispetto al mese precedente e di un punto nell’ultimo anno. Si tratta del valore più alto registrato dal 1977. E a farne le spese soprattutto i giovani. Sono quasi 700mila quelli in cerca di lavoro, una percentuale che si aggira attorno 43,3%.

Dati allarmanti, che arrivano proprio in concomitanza con quelli più ottimisti diffusi dal Ministero del Lavoro. Secondo le statistiche del dicastero, infatti, i contratti di impiego a tempo indeterminato sarebbero oltre 400 mila, con un aumento del 7,1% rispetto allo scorso anno.

Nonostante i contratti a tempo indeterminato siano aumentati del 3,8, quelli a tempo determinato riguardano pur sempre il 70% delle nuove assunzioni, con un incremento dell’1,8% rispetto al terzo trimestre 2013. I più fortunati, quelli che possono contare su un impiego fisso senza scadenza, appartengono ai settori dell’industria e dell’agricoltura.

I rapporti di lavoro interrotti, invece, sono stati 2milioni 415mila. Un aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente, dovuto essenzialmente alla crescita delle cessazioni dei contratti a termine (che rappresentano comunque il 65% del totale di tutte i rapporti interrotti).

Per rendere più chiaro il discorso, basti pensare che gli occupati di ottobre sono pari a 22,3 milioni, in diminuzione rispetto a settembre di 55 mila unità (stabili su base annua). Aumentano sempre i disoccupati, pari a 3,4 milioni, che in un mese – ossia a ottobre rispetto a settembre – sono 90 mila unità in più (+2,7%), mentre rispetto a ottobre 2013 sono incrementati di 286 mila unità.

Un balletto di cifre, non certo entusiasmanti, che vanno a smorzare l’ottimismo che arriva dai titoli in Borsa. Oggi lo spread tra Btp e Bund tedeschi, cioè il differenziale tra il rendimento dei due titoli, ha registrato 133 punti base, livello storico mai toccato finora. Ma è soprattutto il rendimento espresso dai decennali italiani sul mercato secondario a rappresentare una importante notizia per il Tesoro, con il minimo storico del 2,03%.