Trent’anni al paziente che uccise la psichiatra barese


Vincenzo Poliseno è stato condannato per omicidio volontario con le aggravanti dei futili motivi


l43-dottoressa-uccisa-coltellare-130904132058_mediumL’ha colpita alla spalle con un coltello da cucina mentre lo stava visitando. La lama, lunga 12 centimetri, ha colpito il corpo della vittima per 28 volte. 

Vincenzo Poliseno, paziente tossicodipendente frequentatore del Centro di igiene mentale di via Tenente Casale, a Bari, è stato ritenuto colpevole e condannato a 30 anni.

Paola Labriola era una psichiatra di 53 anni, madre di tre figli, tra cui due gemelli di 12 anni. La donna sarebbe stata colpita perché si era rifiutata di dargli del denaro. Dopo l’omicidio, Poliseno ha aspettato in una saletta vicina al luogo del delitto l’arrivo degli agenti. 

Ad un anno dall’uccisione del medico, il gup del Tribunale di Bari, Roberto Oliveri del Castillo, ha condannato Poliseno a 30 anni di reclusione per omicidio volontarioIl magistrato ha riconosciuto le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi.

Sebbene la perizia psichiatrica effettuata sul condannato abbia riscontrato la presenza di un disturbo della personalità, è stata esclusa la sussistenza di infermità mentale.

Poliseno è apparso poco lucido in aula. In una delle sue poche dichiarazioni ha detto: “Non so perché sono qui, mi hanno spiegato che ho ucciso una persona ma non ricordo quel momento”.

La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. È stato inoltre previsto il diritto ad un risarcimento per marito, figli ed ex marito della vittima, per un totale di 1 milione e 300mila euro.