Storica sentenza Ue: “Assumere 250mila professori precari”


La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che dopo 3 anni di precariato gli insegnanti precari vadano assunti. Previsti indennizzi per 2 miliardi di euro


corte di giustiziaÈ l’Europa che ce lo chiede. Per una volta le imposizioni che arrivano dalle istituzioni dell’Unione sono accolte con gioia da migliaia di italiani. La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che “la normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell’Unione”.

La Corte ha sentenziato che per ben 10 anni il nostro Paese ha violato la Direttiva CE numero 70 del 1999. L’Italia ha imposto agli insegnanti dei contratti da precari al fine di coprire le supplenze nelle scuole, senza che vi fossero delle ragioni oggettive e senza prevedere alcuna misura che potesse prevenire il ricorso abusivo ad una successione di contratti di lavoro a tempo determinato. 

Grazie alla decisione del tribunale del Lussemburgo, tutti i professori non di ruolo che abbiano svolto almeno 36 mesi di servizio dovranno essere stabilizzati. La sentenza fa giurisprudenza, per cui, non appena i precari si rivolgeranno a un tribunale del lavoro italiano la loro assunzione diventerà certa. Per chi in questi anni ha preferito cambiare mestiere sarà possibile chiedere un risarcimento. In totale gli indennizzi potrebbero raggiungere i 2 miliardi di euro.

Il verdetto riguarda anche il personale amministrativo della scuola e prevede un risarcimento anche per gli scatti d’anzianità non riconosciuti dal 2002 al 2010.

La battaglia legale risale a 5 anni fa quando un gruppo di lavoratori precari campani, assunti in istituti pubblici come docenti e collaboratori amministrativi, hanno chiesto per via giudiziaria che i loro contratti a tempo determinato fossero trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Per potere sentenziare sul caso il Tribunale di Napoli chiese alla Corte se la normativa italiana fosse conforme all’accordo quadro dell’Ue sul lavoro a tempo determinato. La sentenza di oggi ha escluso questa possibilità.

L‘Anief, l’associazione sindacale professionale, esulta per il risultato raggiunto: “Quando accadono questi fatti siamo orgogliosi di sentirci europei” ha affermato Marcello Pacifico, presidente dell’associazione.

La Gilda, una delle principali associazioni di rappresentanza degli insegnanti, ha annunciato che intende diffidare il Governo. L´avvocato Tommaso De Grandis, legale rappresentante del sindacato nella causa alla Corte europea, ha fatto sapere che entro il mese di dicembre tutte le sedi provinciali del sindacato riceveranno le istruzioni operative per intraprendere delle iniziative volte alla stabilizzazione del precariato pubblico. 

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha dichiarato che il decreto La Buona Scuola (che prevede l’assunzione di 150 mila precari a settembre 2015) aveva anticipato la sentenza. “Il precariato – ha aggiunto il ministro – è una piaga e una patologia tutta italiana. Presenteremo alla Commissione europea le misure che l’Italia ha attivato con una certa tempestività”.