Papa alla Fao: “Cibo c’è ma non tutti possono mangiare”


E il 13 dicembre il premier Matteo Renzi in udienza dal pontefice


papa alla faoC’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare“, è la denuncia di Papa Francesco alla seconda Conferenza Internazionale sulla malnutrizione, tenutasi nella sede dell’Onu a Roma. Parla di solidarietà Bergoglio, quella solidarietà che ormai manca nella società moderna. E lo fa in lingua spagnola, di fronte a dignitari e delegati di tutto il mondo, fermato solo da scrosci di applausi. Intanto, il portavoce della Santa Sede, Federico Lombardi, ha annunciato la visita di Matteo Renzi al Pontefice, il prossimo 13 dicembre.

Le terme di Caracalla hanno visto arrivare il Pontefice solo poco prima delle 11, quando nella Sala Plenaria del terzo piano era appena finito l’intervento della Regina Letizia di Spagna. A inaugurare l’incontro José Graziano da Silva, direttore generale della Fao, seguito da Maurizio Martina, ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e presidente della Conferenza.

L’affamato ci chiede dignità, non elemosina“, rimprovera il Papa. Al suo seguito solo il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. “Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri – spiega -. Forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame. L’affamato è lì, all’angolo della strada”. Il motivo, la mancanza di solidarietà delle nostre società moderne, “che priva i più deboli di una vita degna e provoca rivolte contro le istituzioni”. Questa la nuova sfida da affrontare.

“Quando manca la solidarietà in un Paese, ne risentono tutti”, afferma Francesco, perché la solidarietà è quel sentimento che “ci rende capaci di andare incontro all’altro e di fondare i nostri rapporti reciproci sulla fratellanza”. Bisogna spingersi oltre le differenze alla ricerca del bene comune, chiede il Papa, perché solo questo è il collante che tiene insieme la comunità internazionale. “Come i rapporti reciproci tra gli Stati sono rovinati dal sospetto reciproco, che spesso si trasforma in aggressione bellica ed economica, così all’interno dello Stato stesso, gli interessi nazionali tendono a prevaricare quelli dei singoli”.

La lotta al diritto all’alimentazione avrà successo solo quando l’attenzione si sposterà sul singolo, sul soggetto reale, su chi è affamato e non ha un lavoro dignitoso. “Vanno rispettati i diritti fondamentali della persona umana, e nel nostro caso, della persona che ha fame”, ammonisce. E la grande contraddizione della modernità è che di “cibo ce n’è per tutti, ma non tutti posso mangiare”, per gli sprechi, gli scarti, il consumo eccessivo e l’uso degli alimenti per altri fini.

La colpa, spesso, è proprio delle cancellerie e delle diplomazie, che mascherano e manipolano l’emergenza della fame con sofismi e alibi, primo tra tutti la crisi economica, rimprovera Bergoglio. La condanna, poi, arriva anche per quei paesi che utilizzano l’embargo come forma di pressione politica ed economica. “Sono i governi ad applicarlo, ma i popoli che pagano”.

Non mancano parole in difesa dell’ambiente e della madre terra. E il Papa ricorda il detto di un anziano: “Dio sempre perdona la sofferenza, il maltrattamento, noi uomini perdoniamo a volte. La terra non perdona mai. Rispettiamo la terra perché non risponda con la distruzione“. 

L’obiettivo finale è uno solo, conclude Francesco, quello di “un sistema internazionale equo“. Sarà proprio la Chiesa Cattolica a impegnarsi a identificare e adottare i giusti criteri per la sua realizzazione: verità, giustizia, libertà e solidarietà. Questi, però, non possono essere disgiunti dal rispetto e dalla garanzia del diritto all’alimentazione, a un’esistenza degna e alla vita. “Condividere la ricchezza economica del mondo è un obbligo morale“.