Smacco per Obama in Senato: la riforma della NSA non passa


I repubblicani affossano i cambiamenti dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale al centro dello scandalo Datagate. Il leader del GOP: “Non è il momento di legarci le mani”


Barack Obama
Barack Obama

Duro colpo per Barack Obama: il Senato degli Stati Uniti ha bocciato il Freedom Act, la riforma che puntava a limitare le intrusioni dell’intelligence nella vita privata dei cittadini. La Casa Bianca voleva mettere dei limiti precisi alla capacità di intercettazione dell’NSA (National Security Agency), la controversa e misteriosa agenzia al centro dello scandalo Datagate e delle rivelazioni di Edward Snowden.

Tutto in malora, e il peggio deve ancora venire. Al presidente, che alla riforma teneva molto,  servivano 60 voti (su 100 della Camera alta), ne sono arrivati solo 58. I repubblicani hanno votato contro, e quando da gennaio si insedierà il Congresso rinnovato dalle elezioni di Mid-Term (perse dai democratici), e i conservatori avranno il controllo assoluto su entrambe le assemblee del Parlamento, la situazione per Obama sarà ancora peggiore. Queste quindi sono le ultime settimane in cui i democratici hanno ancora la maggioranza in Senato, ciò nonostante la riforma è naufragata.

Il quartier generale dell'NSA nel Maryland
Il quartier generale dell’NSA nel Maryland

“Questo è il momento peggiore possibile per legarci le mani dietro la schiena” ha commentato Mitch McConnell, leader dei repubblicani al Senato, dopo che i suoi avevano silurato la riforma. La destra americana è sempre stata contraria alla riduzione dei poteri investigativi dell’intelligence, anche nel caso di violazioni della privacy di privati cittadini.

Il Freedom Act era la riforma del Patriot Act, la legge varata da George W. Bush dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Lo scandalo Datagate aveva suscitato forte clamore e i poteri che la legge di Bush conferiva all’NSA erano considerati eccessivi anche dall’opinione pubblica americana. Che invece adesso, secondo i sondaggi, pensa che la capacità di raccolta dati dell’intelligence vada preservata per motivi di sicurezza nazionale.

A pesare è il contesto geopolitico, con la grandeur della Russia di Putin e la ferocia dell’Isis a mettere in guardia e a far cambiare idea agli americani. In perfetta sintonia con i repubblicani, pronti a trasformare i prossimi due anni (nel 2016 si terranno le Presidenziali) nella “Via Crucis” di Obama, il presidente “anatra zoppa” senza maggioranza in parlamento.