Dreaming China: sempre più romani a lezione di cinese


È la lingua del futuro. Ne sono convinti i romani che la studiano sperando di “trovare l’America” in Cina


La Cina è sempre più vicina. Complice la crisi economica, negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente il numero dei romani desiderosi di imparare la lingua di Mao per avere una chance in più nel mondo del lavoro. Se fino a pochi anni fa trovare qualcuno capace di leggere gli ideogrammi cinesi all’ombra del Cupolone era impresa ardua, adesso si moltiplicano le scuole romane che offrono corsi di mandarino.
 
L’istituto Confucio de La Sapienza ha visto raddoppiare il numero dei suoi iscritti. Ogni trimestre sono oltre 400 i romani che si iscrivono ai corsi dell’istituto. C’è chi spera di ottenere un avanzamento di carriera e chi è appassionato di cultura cinese. Per chi riuscirà a superare la nostalgia di casa la promessa è di costruire il proprio futuro nella più dinamica economia del mondo.

Siamo andati a sentire quali sono i timori e le speranze di chi vive “sognando la Cina”.

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