Mario, nelle mani degli usurai: “E’ stato un inferno, poi ho denunciato”


“Avevo un debito di 200.000 euro, venivo picchiato e avevo perso tutto. Poi ho fatto una scelta”


Nei momenti difficili ci si affida a qualcuno che si crede amico. Mario era in difficoltà economica, così ha chiesto un prestito. Ma alla persone sbagliata, quello che credeva un semplice conoscente si è rivelato poi un usuraio.
L’usura è un fenomeno più diffuso di quanto si creda, anche se è sommerso e ben nascosto. E la storia di Mario si inserisce in questo mare sepolto.
 
Mario, il nome è di fantasia, è un uomo come tanti, faceva l’imprenditore. Aveva una ditta edilecon diversi dipendenti. Ad un certo punto sono arrivati i problemi economici: i clienti non pagavano, Così ha chiesto un prestito. Ma quei soldi ottenuti, avrebbero dovuto essere restituiti conaltissimi interessi. E il debito contratto con gli usurai, in un anno è mezzo, è salito a200.000 euro. Mario non ce la faceva a pagarlo.
 
Minacce, pugni, percosse. L’usuraio non risparmia chi non paga i suoi debiti. Mario è stato colpito più volte, anche davanti alla figlia di undici anni. Tornava a casa con il volto tumefatto e con il naso sanguinante. Ha perso tutto: amici, lavoro e anche sua moglie.
 
Un giorno però, ha preso una decisione che gli avrebbe salvato la vita: sporgere denuncia. “Denunciare è l’unico modo di uscirne”, ha raccontato Mario. Poi c’è stato l’arresto degli usurai. Da qual momento ha ricominciato a vivere: “Prima non potevo uscire. Mi seguivano, mi picchiavano, non potevo più vivere. Quando la polizia mi ha accompagnato a casa, dopo l’arresto degli usurai, ho fatto la strada da solo dopo molto tempo, non mi sentivo più in gabbia”.
 
“Io non avevo né la forza né il coraggio di denunciare. Chi mi ha aiutato è stato prima di tutto il mio parroco e poi l’ambulatorio antiusura”. Mario si riferisce alla struttura di Via di Rocca Cencia 49, che nasce in un appartamento confiscato alla Banda della Magliana.
 
L’ambulatorio offre un supporto a 360 gradi alle vittime di usura. Dal punto di vista economico, si serve di un fondo previsto per legge. Mario ha trovato qui l’aiuto che non riusciva a reperire altrove. Ha trovato supporto morale, materiale ed economico: ecco perché si chiama ‘ambulatorio’.
 
L’usura distrugge le sue vittime in tutti gli aspetti. Chi ne è colpito è solo. Da tutti i punti di vista. E il fenomeno è più diffuso di quanto si pensi, si è accentuato non poco con l’arrivo della crisi economica, come si può vedere dal grafico qui sotto. L’istogramma rappresenta gli utenti che si sono rivolti ai centri di ascolto Fai (federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane) negli anni 2004/2013 nel Comune di Roma Capitale e in altri Comuni del Lazio. I dati sono riferiti all’attività dell’Ambulatorio Antiusura di Via di Rocca Cencia, del Centro per la vita Ostia, di Volare Onlus, di Agisa Onlus e di Dror onlus, gentilmente concessi dall’avvocato Luigi Ciatti, dell’ambulatorio antiusura di Via di Rocca Cencia.