Rapporto Legambiente sulle scuole: una su tre è a rischio


Un’indagine fotografa una situazione di ordinaria emergenza nei nostri edifici scolastici. La speranza si chiama bioristrutturazione


Dettori-crollaQuasi una scuola su tre (il 32,5 %) nel nostro Paese ha bisogno di interventi urgenti e nel Sud la percentuale sale al 43%. Lo dicono gli analisti di Legambiente che hanno pubblicato il loro XV rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi Ecosistema scuola. E avvertono: “L’edilizia scolastica è una buccia di banana sulla quale rischia di scivolare anche il nostro premier Renzi“.

Un problema concreto e che tocca tutti da vicino quello delle scuole in emergenza, su cui anche ultimamente Reporter Nuovo si è soffermato.

In Italia gli edifici scolastici sono oltre 41.000 e alla base di ogni difficoltà di gestione ci sarebbero l’assenza di un’anagrafe scolastica e di programmazioni a lungo termine. Il piano per l’edilizia scolastica di Renzi prevedeva lo stanziamento di 1 miliardo di euro, ora ridotto a 784 milioni, “dignitosi, ma niente affatto sufficienti”, commentano a Legambiente.
Su base locale le risorse dei comuni sono diminuite tra 2013 e 2012 in media di 22.000 euro a edificio per la manutenzione straordinaria e di quasi 2.000 euro per quella ordinaria. Sembrano solo cifre, ma è una catastrofe che si traduce in infiltrazioni, calcinacci che cadono, crepe strutturali, cornicioni che mettono a rischio la sicurezza degli studenti.

I promotori dell’indagine insistono sulla necessità di una cabina di regia nazionale “che orienti i finanziamenti” e sottolineano l’inefficacia degli interventi a tampone, perché senza piani di intervento strutturati si rischia solo di passare da un’emergenza all’altra.

Un dato importantissimo è quello che riguarda il rischio sismico. Ben il 58% delle scuole è stato costruito prima della normativa antisismica. Ma in generale il panorama è allarmante, se pensiamo che nel 2014 solo il 53,1% ha il certificato di agibilità (nel 2013 lo possedeva il 61,2%)  e solo il 58,1% la certificazione igienico sanitaria. Dell’abbattimento di barriere architettoniche è meglio non parlare: una scuola su 5 presenta difficoltà di accesso per i disabili.

Per chi ama le classifiche non ci sono molte sorprese: il capoluogo più virtuoso in materia di edilizia scolastica è, neanche a dirlo, Trento, seguono Pordenone e Forlì e Prato, per trovare una città del sud dobbiamo scendere fino al 21° posto, dove si è posizionata Lecce. Milano è al 36° posto, Roma, che finalmente ha fornito i dati dopo anni da “non classificata”, è al 66° posto. Ultime sono Foggia, Matera e Sassari (84° posto). Qualche non classificato per incompletezza dei dati.

SAMSUNG ELECTRONICSUn punto molto importante del rapporto Legambiente riguarda la riqualificazione con la bioachitettura. Una modalità di ristrutturazione, quella promossa dagli ambientalisti d’accordo con l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, che aprirebbe un’epoca di scuole più sostenibili e permetterebbe anche molti risparmi sui consumi. Il progetto guida è portato avanti dall’Istituto Comprensivo di via Monte Ruggero a Roma, ma si stanno individuando anche altre scuole pilota.

Matteo Renzi ha annunciato per i prossimi anni 3 miliardi e mezzo di euro di investimenti. Sarebbe importante, perché non c’è dubbio che la bioristrutturazione dell’anima (e anche di qualche cervello) di questo Paese passa dalle aule scolastiche.