Intesa sul Jobs Act nel Pd, torna il diritto di reintegro


Ira dell’Ncd: “Modifiche inaccettabili, serve un vertice o maggioranza a rischio”, ma per Renzi “la partita è chiusa”


Maurizio Sacconi (Ncd)
Maurizio Sacconi (Ncd)

L’intesa raggiunta nel Partito Democratico sul Jobs Act apre un nuovo fronte interno alla maggioranza. Il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano respinge il testo frutto dell’accordo tra i democratici e parla di “maggioranza a rischio”. Nel nuovo Jobs Act torna il reintegro per i licenziamenti discriminatori e per quelli disciplinari senza giusta causa in determinate fattispecie. In arrivo anche più fondi nella manovra da destinare agli ammortizzatori sociali.

Il governo non ha ancora deciso se mettere la fiducia alla Camera sul testo modificato. “Se il testo è quello letto nelle agenzie è inaccettabile” ha detto il presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi (Ncd). “Urge vertice, il Parlamento non è il luogo di ratifica della direzione del Pd” afferma Nunzia De Girolamo. Ma per il premier Matteo Renzi la partita sul Jobs Act è chiusa, “Il 1 gennaio entreranno in vigore le nuove regole sul lavoro. È un grandissimo passo in avanti”. 

Renzi: “Jobs Act partita chiusa”

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Sempre la De Girolamo annuncia che sarà il leader Ncd e ministro dell’Interno Alfano a chiedere ufficialmente una riunione. “Un incontro non serve” è la risposta del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, fedelissima renziana, “è sufficiente il lavoro parlamentare”.

Boschi: “Jobs Act un successo per il governo”

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L’inizio dell’esame del Jobs Act da parte della commissione Lavoro di Montecitorio è previsto nella tarda mattinata di oggi. Il voto in Commissione comincerà domenica alle 16 e proseguirà fino a giovedì. Venerdì il provvedimento arriverà in Aula a Montecitorio, che entro il 26 novembre dovrà dare il via libera per passarlo al Senato.

Forza Italia, intanto, stuzzica gli alfaniani. Secondo Maurizio Gasparri “sulla riforma del lavoro Renzi ha ceduto al diktat della sinistra del Pd. Ora che dirà Sacconi? È una finta riforma che non cambia nulla e non crea lavoro”.

Minoranza interna del Pd che rimane guardinga nonostante l’intesa in direzione. “Non voterò la fiducia su una delega in bianco. Noi non vogliamo rallentare le riforme, però vogliamo migliorarle” dichiara Stefano Fassina.