Emergenza a Carrara, esonda ancora il Carrione


Circa 7000 sfollati e 1600 abitazione danneggiate. Nessuna vittima né dispersi ma la città è invasa dal fango


carrara010511201402_512E’ massima allerta a Carrara, dove il maltempo ha creato i danni più ingenti. Mentre le piogge e gli allagamenti invadono l’Italia intera, nella città toscana il bilancio è più pesante che altrove, con circa 7mila sfollati. Le zone di maggiore criticità sono la costa settentrionale della regione e la Maremma meridiona, ma tutta la Toscana è in allarme.

Ieri sera erano 5mila le famiglie senza luce né acqua potabile, ma l’Enel ha fatto sapere di aver rialimentato tutte le utenze (a esclusione delle zone completamente allagate, per ragioni di sicurezza). L’allerta è stata prorogata fino a venerdì, anche se la situazione sta lentamente migliorando.

Per far fronte all’emergenza la Protezione civile ha allestito nei padiglioni di Carrara Fiere 240 posti letto e una cucina. Impegnate anche 15 pattuglie del Corpo Forestale nelle attività di soccorso alla popolazione alluvionata.

Quello che durante l’estate è soltanto un rigagnolo, il torrente Carrione, a ogni forte pioggia esonda e sommerge la città. Questa volta è stato l’arigne davanti a via Covetta, nella zona sud ovest di Carrara, a cedere: oltre 200 metri di muraglione sono crollati, acqua e fango hanno invaso l’intera zona industriale.

Video di youreporter.it

“Passata l’emergenza bisognerà accertare le responsabilità, visti i 4 milioni spesi in lavori”, ha affermato il goveratore della Toscana Enrico Rossi in un post su Facebook. Non è infatti la prima volta che il Carrione crea problemi. Continua a succedere, dal 1936 al 2013, ogni volta un’alluvione. La peggiore è stata quella registrata il 27 settembre 2003, quando una persona è morta travolta dalle acque che hanno raggiunto il centro città. Drammatico anche il bilancio dell’esondazione del 2012, con 5mila abitazioni allagate e 300 sfollati.

Un’emergenza nota, quindi, denunciata in più occasioni ma sempre rimandata ad altro momento. Promesse di argini e sponde che non sono mai diventate realtà. Nel 2003 è stata aperta anche un’inchiesta: la lavorazione e lo scarto delle grandi quantità di marmo presenti a Carrara potrebbero aver compromesso la stabilità dell’area. I rifiuti lungo l’alveo costringono, infatti, l’acqua a crearsi spazio tra i cumuli di detriti, che finiscono per strozzare il torrente in ogni modo possibile.

Sono seguiti diversi lavori, iniziati e poi interrotti, ricorsi e controricorsi. Uno dei rialzamenti realizzati, quello all’arigine sinistro del fiume, è crollato nel 2011. Ieri ha ceduto anche l’altro argine. La Procura di Massa ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di disastro colposo.