Compravendita senatori, De Gregorio: fu “guerriglia” a Prodi


L’ex senatore ha deposto al processo che vede imputati Berlusconi e Lavitola: “Ho ricevuto 3 milioni di euro per passare al Pdl”


de-gregorio“Sì, ho preso parte all’Operazione Libertà: con Berlusconi abbiamo adottato una strategia di guerriglia urbana per devastare la coalizione dell’Unione”. Lo ha detto nella sua deposizione l’ex senatore Sergio De Gregorio, chiamato a testimoniare al processo per la presunta compravendita di senatori nel governo Prodi 2006, in cui sono imputati Silvio Berlusconi e l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola. 

Da corrotto, l’ex senatore Sergio De Gregorio è diventato grande accusatore. Eletto al Senato nel 2006 con l’Italia dei Valori e poi passato al PdL, l’ex parlamentare ha patteggiato una condanna a 20 mesi di reclusione per il reato di corruzione. Nel corso del processo a suo carico, infatti, ha ammesso di aver ricevuto 3 milioni di euro dall’ex Cavaliere, per aderire allo schieramento di centrodestra e destabilizzare l’allora governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi.

Partendo dalle sue dichiarazioni, i pm della procura di Napoli Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock hanno dato il via al nuovo filone di indagine a carico dei due corruttori, Berlusconi e Lavitola.

Nella sua deposizione, De Gregorio è tornato ad accusare Berlusconi e ha raccontato di aver preso parte a quella che lo stesso ex Cavaliere aveva ribattezzato “Operazione Libertà”: una strategia di azione per portare alla caduta del governo Prodi, che poteva contare su pochi voti di maggioranza al Senato.

Nel ricostruire le fasi che hanno portato alla sua corruzione, l’ex senatore ricordato di aver incontrato Berlusconi a Palazzo Grazioli, subito dopo la sua elezione tra le fila del centro-sinistra, con l’IdV. In quell’occasione gli era  stata prospettata la possibilità di “tornare a casa”, visto il suo recente passato da candidato nelle liste di Forza Italia.

In occasione di quell’incontro, De Gregorio aveva confidato di essersi fortemente indebitato per fare campagne elettorali ad elezioni nelle quali alla fine non era stato candidato (le elezioni europee del 2004), a causa di gelosie tutte interne al centro-destra.

Berlusconi – secondo la deposizione di De Gregorio – si sarebbe offerto di ripianare i suoi debiti, concretizzando la corruzione con la mazzetta di tre milioni in cambio del suo passaggio al PdL: un milione a titolo di sovvenzione al movimento “Italiani nel mondo”, due milioni attraverso versamenti rateizzati.

“All’incontro era presente anche Valter Lavitola, l’unico che entrava a palazzo Grazioli senza appuntamento e che si permetteva di alzare la voce con Berlusconi”, ha raccontato l’ex parlamentare, che ha poi precisato come le mazzette gli sarebbero state recapitate direttamente dall’ex direttore dell’Avanti. “Mi portava i soldi avvolti nei giornali, in banconote da cinquecento euro” ha precisato, inoltre, nella deposizione.